SI! BOOM! VOILÀ!, come a dire “ok, va bene, facciamolo…oh ecco: l’abbiamo fatto”. Eccome se l’hanno fatto! Stiamo parlando di quello che potremmo definire il primo vero supergruppo italiano degli anni ‘20 di questo pazzo millennio, composto da Michelangelo Mercuri alias N.A.I.P. alla voce, Roberta Sammarelli (ex Verdena) al basso, Giulia Formica (Baustelle, GO! YA! e Selton) alla batteria, Davide Lasala (fondatore dell’Edac Studio, un posto che ha visto passare tra le sue mura gente come Gorillaz, Fatoumata Diawara e Nic Cester) e Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori e One Dimensional Man) alle chitarre.
Proprio quest’ultimo è anche produttore dell’omonimo album d’esordio della band, in uscita domani – 16 gennaio – per Woodworm (con un vinile colorato in edizione limitata che ci ha già fatto innamorare).
Basterebbe l’onomatopeica seconda parola del nome della band – BOOM! – per descrivere il lavoro: una bomba. E se volete farvi un’idea in anteprima di quello che vi aspetta potete ascoltare i due singoli già usciti: Pinocchio e VOILÀ! Noi intanto, dopo aver consumato l’album in anteprima, abbiamo incontrato la band per una piacevole chiacchierata, ed ecco quello che ci hanno detto sul progetto.

La nostra intervista ai SI! BOOM! VOILÀ!: la genesi, il disco e il mercato musicale
Et voilà, eccoci qua! La prima curiosità che voglio togliermi è: come sono state le vostre prime prove? Cosa avete suonato per riscaldarvi? Portatemi in sala prove con voi!
Roberta: In realtà la prima volta tutti insieme è stata in studio di registrazione. Tutta la parte musicale del disco l’abbiamo composta in un periodo antecedente a questa formazione: c’erano Davide, Giulio e io (Roberta). Poi è arrivato Michelangelo (N.A.I.P.), che ha scritto i testi di suo sacco. Infine è arrivata Giulia; l’abbiamo vista di persona per la prima volta il primo giorno di registrazione dell’album.
Quindi non ci sono state vere e proprie prove, il primo giorno che ci siamo visti tutti assieme, abbiamo iniziato le registrazioni. Finiti i brani che avevamo già, ci siamo dati mezz’ora per improvvisare e lì abbiamo scritto Pinocchio, che è diventato il primo singolo proprio perché era la prima canzone scritta da tutti e cinque assieme.
Le melodie del disco sono ipnotiche, a tratti ossessive e decisamente rabbiose: erano già presenti prima dell’ingresso di Michelangelo o le ha composte lui?
Michelangelo: No, ho fatto tutto da zero sulle loro musiche. È farina del mio sacco, anche se poi c’è stato un confronto con loro per sistemare melodie e parole. Devo dire alcuni brani sono nati o si sono alimentati tramite suggestioni arrivate stando insieme.
Com’è stato cantare in un modo così lontano da come sei abituato nel progetto N.A.I.P.? Possiamo dire che è la cosa più rock che tu abbia fatto fino ad oggi?
Michelangelo: Beh considera che prima di N.A.I.P. avevo un gruppo metal. Però in effetti si, se parliamo di rock puro è la prima volta. In un brano come Santi Numeri urlo in una maniera mai provata prima. Per me è stato un po’ tornare a queste origini metal, riscoprirle e riapplicarle a chi sono oggi.
“Santi Numeri” è proprio uno dei brani che più mi ha colpito, anche perché siamo nell’era della mania della performance musicale, schiavi dei numeri di Spotify. Del resto siamo in periodo Spotify Wrapped. Avendo tutti voi vissuto esperienze importanti alle spalle, che idea vi siete fatti? Ha senso cercare un modo per combattere questo sistema e sovvertirlo o l’unica via è sbattersene e continuare per la propria strada?
Giulio: Il modo per trovare un’alternativa c’è sempre. Ad esempio uscirne e non pensare che queste piattaforme servano a qualcosa, perché non servono a nulla se non a pochi eletti. Penso sia la cosa peggiore successa alla musica, soprattutto per chi inizia e vuole autosostenersi. Sono sistemi che si basano sulla pigrizia e hanno spinto gli utenti a pensare che la musica non abbia alcun valore: pagare 9 o 12 euro per quasi tutta la musica del pianeta è assurdo.
Michelangelo: Questo equivoco dei numeri fa sempre riferimento al grande pubblico. La risposta non è piacere al grande pubblico, ma a un pubblico abbastanza grande da sostenere la propria produzione artistica. Io crederò sempre nel campionato delle nicchie: è quello che salva le cose e che conta di più.
Tornando al vostro disco e rimanendo sui testi: ci sono davvero tante citazioni, da Dalla (Disperato Erotico Stomp) a Vecchioni (Sogna Ragazzo Sogna). E poi c’è un’urgenza comunicativa, tra l’ironico e il disperato. Un vero e proprio multiverso espressivo.
Michelangelo: I testi nascono da un gioco di collage sugli arrangiamenti che avevo a disposizione, con cose scritte di getto e altre che avevo nel cassetto da un po’. Credo ci sia sempre convivenza tra ironia e disperazione in quello che scrivo, ma qui il contesto musicale accentua i colori della disperazione.
Anche molto attuali dato in VOILÀ canti “sono tornati fascisti o forse non sono mai andati via”.
Michelangelo: Ah si? Dici? Ma no, non è vero (ride).

La produzione è curatissima, e l’intero disco è pieno zeppo di influenze. A una certa ci ho sentito addirittura i Sonic Youth. C’è stato un momento in cui avete ascoltato musica insieme? Avete usato degli specifici dischi come reference?
Giulio: In realtà l’unico momento in cui abbiamo ascoltato dischi è stato durante un momento di panico nel mix per fare degli ascolti tecnici. Prima no, nessuno di noi si è posto il problema di assomigliare a qualcuno, ci interessava solo suonare. È un gruppo in cui conta più avere un’attitudine che risintetizzare musica già sentita.
Giulia: Anche perché abbiamo gusti molto diversi e sarebbe difficile mettersi d’accordo. Però è stato molto divertente unire approcci musicali così diversi.
Qual è il vostro pezzo preferito del disco, o comunque quello che vi diverte di più suonare?
Roberta: Per me cambia ogni tot settimane. Però forse il mio preferito da sempre è Santi Numeri.
Giulia: Anche il mio!
Michelangelo: A me quello che piace di più cantare è Mentre succhiamo. Devo dire che mentre lo facevamo mi sono divertito molto. E poi pensavo “ma che bravo quello che ha scritto i testi”
Davide: A me piacciono tutti, forse il mio preferito è Swans (Un pezzo degli Swans, ndr)
Michelangelo: UN PEZZO DEGLI SWAAAAAAAANS! (canta)
Giulio ci sta pensando, vedo che nella sua testa sta rivivendo tutti i mix
Giulio: Si, infatti sono in difficoltà. Però mi viene da dirti quello che non suonerei, che è Vivere così, che per me è un incubo da suonare. Lì proprio non mi ricordo le cose che ho fatto.
Roberta: Ma come, è quello dove fai il suono degli uccellini “cip cip”
Michelangelo: Capisci? Questo è il modo in cui comunichiamo: gli uccellini e cip cip.
A proposito di uccellini: perché in ogni vostra foto c’è un animale?
Giulio: Principalmente per il fatto che abbiamo realizzato una parte della promo in una fattoria
Michelangelo: E poi ci divertiva il fatto che quello fosse un po’ il target che per primo si è incuriosito di noi.

Adesso partirà il tour, che per un esordio è sempre un salto nel vuoto. Che facce vi aspettate ai vostri concerti? Immaginiamo i vestiti: le magliette di quali band vi aspettate di vedere?
Michelangelo: Io qualche maglietta dei System of a Down me la aspetto
Roberta: Forse System of a Down no, però non saprei
Giulio: Guarda io spero che ci sia gente con la maglietta dei gruppi che non mi piacciono
Michelangelo: Tipo Il Teatro degli Orrori?
Giulia: Fruit of the loom!
E con una risata collettiva lasciamo i SI! BOOM! VOILÀ! ai loro impegni. Tra questi il già citato tour – qui sotto tutte le date – e l’imminente uscita della loro pazza opera prima. L’album SI! BOOM! VOILÀ! esce il 16 gennaio in formato fisico (CD, LP e vinile colorato in edizione limitata) e digitale. Comprende un totale di 11 brani che spaziano dall’alternative al punk, passando per il post punk e un’autorialità dei pezzi decisamente interessante.
Ecco dove potete passare a salutare i SI! BOOM! VOILÀ! dal vivo:
- 16.01 – Livorno, The Cage
- 23.01 – Bergamo, Druso
- 24.01 – Pordenone, Capitol
- 29.01 – Torino, Hiroshima Mon Amour
- 30.01 – Nonantola (MO), Vox
- 05.02 – Milano, Santeria Toscana 31
- 18.02 – Roma, Largo Venue
- 20.02 – Perugia, Urban
- 21.02 – Ravenna, Bronson
I biglietti sono disponibili qui.
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