Una volta, i centrini e le tovaglie ricamate vivevano la propria vita rinchiusi in un cassetto o giacendo in bella vista sui tavoli in salotto, sui comodini o sui comò, nelle case delle nonne. Pezzi di stoffa lavorati all’uncinetto per minuti, per ore, giorni. Fili di lana, di cotone, di lino, testimoni di dialoghi, di lacrime, gioie e dolori di quelle quattro mura. Le mani che con attenzione e agilità creano qualcosa di immortale, mani che crescono, invecchiano, si feriscono, mani che tramanderanno qualcosa di inestimabile in eterno. La copertina di Vocàlia, l’ultimo lavoro di Carolina Bubbico, trasuda a prima vista quello che al suo interno suona.

Carolina Bubbico, cantante, polistrumentista, arrangiatrice e direttrice d’orchestra salentina, è tornata ad aprile 2026 con il suo nuovo album Vocàlia, 6 anni dopo Il Dono dell’Ubiquità.
Un lavoro molto diverso dal precedente, ma molto chiaro nelle intenzioni. Un disco magnetico perché magnetici sono gli elementi che tocca. Tra mare, vento, luci e ombre, racconta di legami ancestrali tra madri e figlie, parla di memoria, di crescita e rinascita, di donne libere che non hanno paura di guardare in faccia il dolore e fargli cambiare rotta, rendendolo maestro e non più nemico.
Carolina Bubbico trasmette tutto questo usando la propria voce che è una e molteplici, mettendola al servizio dell’armonia. Così nasce la magia e la peculiarità di Vocàlia:
In quindici anni di carriera ho ampiamente sperimentato la potenza di questo strumento naturale sia grazie all’uso delle loopstation che per le numerose esperienze con ensemble corali. Questo lavoro è stata una sfida, quella di sviluppare una musica arrangiata per sole voci che avesse un suono omogeneo e contemporaneo. L’armonia è la rappresentazione più alta della collettività dei suoni, un’architettura in equilibrio tra verticalità e orizzontalità, un dialogo costante dove tutte le linee sostengono e valorizzano il canto principale mettendosi al suo servizio. Ho cercato di tradurre in musica quella presenza sonora dei pensieri che di continuo ci abita; un flusso di coscienza che, partendo dall’interno, ho finito per mettere nella partitura – afferma l’artista.
È un album che ti fa sentire il vento addosso. Ti fa percepire la terra, i suoi granelli, le radici forti che custodisce insieme a quei rami secchi che raccontano di un’anima che sta per tornare, come in un ciclo infinito, alla sua forma iniziale.
Carolina Bubbico canta in italiano, inglese, portoghese, spagnolo
L’intreccio di voci e la combinazione dei suoni sono complementari a tal punto che cercare una traduzione diventa forzato e non necessario. La musicalità, i timbri, la ritmica, non hanno bisogno di spiegazioni al di fuori di esse.
Un album corale non solo per le diverse voci che Carolina crea dalla sua, ma anche per le preziose collaborazioni. Al suo fianco il fratello Filippo ai synth bass e alla produzione del disco. Abdissa Assefa alle percussioni, arricchisce l’opera con influenze dalle tradizioni musicali di tutto il mondo. Tra le autrici che hanno collaborato ai testi, troviamo le penne di artiste magnifiche come Becca Stevens, Cristiana Verardo, Lauryyn, Greta Panettieri, Simona Saverini, Antonio Villeroy e Giuseppe Anastasi.

La polistrumentista salentina è entrata nei cuori di molte persone quest’anno durante l’ultimo Festival di Sanremo, dove partecipava come direttrice d’orchestra del brano “Che Fastidio!” la canzone in gara di Ditonellapiaga.
Carolina Bubbico ha scritto un pezzetto di storia della rassegna canora più importante d’Italia con una apparentemente semplice ma necessaria precisazione, quella di non voler essere più chiamata al maschile durante la celebre frase “dirige l’orchestra il maestro…”.
Un episodio che ha dato modo di ricordare che il termine Maestra esiste. Non è un insulto né un sostantivo svalutante, ma deve e può essere usato anche nella sua forma al femminile, anche in diretta nazionale. Un gesto che, ci si augura, abbia cambiato per sempre i binari di un festival che aveva proprio bisogno di una svolta su questo fronte.
Vocàlia, infine, è l’album ideale da ascoltare in questa stagione un po’ instabile, magari in città tra piogge improvvise e tramonti silenziosi, o sotto gli alberi di una pineta a due passi dal mare, con il vento che muove le onde e le foglie. Un respiro profondo, siamo qui, ora, tra il sole e la luna.
Prossime date del tour di Carolina Bubbico
- 12 agosto – SULMONA (AQ) – Muntagninjazz Festival
- 24 ottobre – GRADISCA D’ISONZO (GO) – Teatro Nuovo Comunale – Jazz&Wine of Peace 2026
- 27 novembre – MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) – Unterfahrt
- 28 novembre – AALEN (GERMANIA) – The Room
- 29 novembre – BERLINO (GERMANIA) – A Trane
- 30 novembre – AMBURGO (GERMANIA) – Nica Jazz Club
- 1 dicembre – LEVERKUSEN (GERMANIA) – Scala
- 2 dicembre – HELMBRECHTS/BAYREUTH (GERMANIA) – Textilmuseum
- 5 dicembre – TARANTO – Spazioporto
Calendario in aggiornamento
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