Le Lame – Tu che ne sai di me [Anteprima Clip]

Oggi in anteprima vi presentiamo il videoclip di Tu che ne sai di meultimo singolo prima dell’uscita del nuovo album de Le Lame. Il gruppo pop/rock fiorentino fu fondato nel 2016 da Corso Civolani, Filippo Bandinelli e Oscar Gigli. Attualmente la band ha ultimato in studio il suo primo full length Stati mai prodotto da Lorenzo Buzzigoli (Black Candy Records) registrato e mixato da Samuele Cangi (Blue Moon Studio), masterizzato da Niccolò Caldini (Tea Room Mastering). L’uscita dell’album è prevista a fine Novembre. In seguito la band inizierà un tour italiano a partire da Gennaio 2020, con Edoardo Morandi e Alessandro Degl’Innocenti a completare la formazione originaria.

Tu che ne sai di me è una risoluta affermazione dell’io, che nasce dalla consapevole e disillusa presa di coscienza di come, prima o poi nella propria vita, ci si imbatta nella sensazione di non essere più compresi dall’altro, quella comprensione vera, naturale. È il momento in cui ci rendiamo conto che le orbite si sono allontanate in un modo inevitabile e apparentemente inspiegabile. Da questa svolta personale nasce un grido di rabbia che ci solleva dalla responsabilità del fallimento ma che è, in sostanza, un grido di aiuto a se stessi.

Guarda qui in anteprima il nuovo video de Le Lame


 

In un’epoca musicale in cui si sente forte l’esigenza di definirsi e incanalarsi in un genere specifico, come definite la de Le Lame?

Essendo sinceri, non sentiamo il bisogno di essere catalogati in un genere preciso, ma se ci volete definire rock oppure pop sicuramente non ci volteremo dall’altra parte. La nostra missione piuttosto è quella di cercare di smuovere il pensiero dell’ascoltatore senza farlo volare in dimensioni lontane dalla vita di tutti i giorni. Cerchiamo di essere romantici con i piedi per terra. Gli elementi alla base della reazione sono quindi realismo e romanticismo, sostanza e forma.

I nostri testi derivano senza dubbio dalle nostre esperienze reali senza troppi filtri. Pensiamo che nella realtà delle cose che accadono intorno e dentro di noi ci siano già tutti gli ingredienti necessari per le nostre “anestesie”, così chiamiamo le nostre canzoni.

Vogliamo allo stesso tempo parlarvi a cuore aperto, mostrandovi senza vergogna le nostre debolezze. Abbiamo voglia di comunicare in modo diretto senza la ricerca di una poetica eccessivamente metaforica e aulica, ma allo stesso tempo con una “patina”, un passaggio, una rielaborazione che renda le immagini più vive e ne sottolinei gli aspetti connessi alle suggestioni, agli effetti del vissuto sull’animo.

Ad ottobre è uscito il vostro primo singolo “Ci siamo sempre”. Come è nata questa canzone?

Una storia finita, un comodino, un cellulare che vibra nel buio, una serie di ricordi e niente di più.

Ci siamo sempre vuole farti guardare indietro e andare avanti. I nostri ricordi non riescono mai a svanire definitivamente. Ci siamo voluti soffermare sul concetto di ciclicità affrontandolo con una malinconica consapevolezza che il passato in realtà è sempre presente.

Non stiamo parlando semplicemente di nostalgia. La nostalgia fa male. Vogliamo imparare a convivere con i nostri ricordi che dovranno servirci da bussola quando ci sentiremo persi nel futuro. Ripensare ai fatti andati con un sorriso sarà la soluzione. Il passato non è una macchia da rimuovere, piuttosto una tavolozza di colori che mischiati insieme ci hanno portato alla nostra tonalità attuale.

Il video è stato ambientato all’interno di un supermercato. Ma davvero l’hanno aperto solo per voi? Raccontateci quest’esperienza…

È stata un’opportunità unica. Lo staff del supermercato è stato veramente gentile con noi e con i nostri registi. Infatti hanno partecipato attivamente alle riprese. Anche per loro è stata un’esperienza da ricordare (appunto…).
Abbiamo fortemente voluto questa location perché ci è molto cara. Il supermercato è il luogo emblematico della vita di tutti i giorni. Quante persone mentre fanno la spesa riflettono su se stessi e pensano a cosa accadrà? L’atto stesso della spesa parte da un’esperienza pregressa – “cosa ho mangiato ieri?” – che influenza una scelta per il futuro – “lo riprendo, era buono e mi ha reso felice”.

All’interno di questo accogliente supermercato nei dintorni di Firenze abbiamo inscenato la storia di Milko e Maria, che non stanno più insieme da tempo e si ritrovano inaspettatamente. Il loro incontro si riassume letteralmente in un’esplosione di memorie sotto forma di oggetti. Sì perché gli oggetti sono i principali veicoli dei ricordi e hanno il potere di riaprire alcune porte che avevamo ormai sbattuto. Spetta a noi richiuderle con quel sorriso di chi adesso è cresciuto.

Voi arrivate da Firenze, come vivete il rapporto con la vostra città e quanto ha influenzato il vostro modo di fare musica?

L’aria di Santo Spirito è un toccasana per noi. Qui troviamo il romanticismo che ci è utile per la scrittura, perché Firenze è romantica, è innegabile. Il trasporto emotivo che può darti una passeggiata lungo l’Arno non è da sottovalutare. Ci sentiamo davvero fortunati di essere cresciuti in una città che ha fatto dell’arte e della musica il suo vanto in passato, sottolineando quest’ultima parola. Percepiamo in questo momento un grande fermento in città che non ha trovato ancora un pieno compimento negli ultimi anni musicali in Italia. Ci sono moltissimi gruppi emergenti di spessore a Firenze che per il momento non hanno ottenuto la fortuna dei gruppi milanesi, romani e bolognesi. Il nostro sogno è ricreare la scena insieme alle altre band. Vogliamo farvi sentire che ci siamo, che abbiamo qualcosa da dirvi. Siamo pronti.

Tu che ne sai di me è il nuovo singolo che anticipa l’uscita dell’album “Stati mai” prevista per novembre. Questa canzone si lega in qualche modo a quella precedente?

Tu che ne sai di me è una canzone scritta “di pancia” in cui abbiamo convogliato la nostra rabbia nei confronti di chi pensa di conoscerci e vuole giudicarci facendoci male. Il filo conduttore del realismo in questo pezzo si concentra sul tema dell’inconciliabilità e sulla perdita di stima nei confronti dell’altra persona che non riesce a capirci. Anche in questo caso la dualità è ben presente, ma viene vista nell’esatto momento della tempesta, da cui è necessario proteggersi con un impermeabile, una corazza che ci serve per fuggire al riparo. Per ricollegarci al nostro secondo punto cardine, cosa c’è di più romantico di una tempesta?

Se con “Ci siamo sempre” abbiamo messo a nudo la nostra parte più pop, in questo secondo singolo abbiamo voluto farvi assaggiare anche il nostro spirito rock. Quindi, facendo la dovuta somma, potremmo essere definiti un gruppo pop rock? Questa risposta la lasciamo a voi.

Cosa dobbiamo aspettarci adesso da Le Lame?

Venerdì 29 Novembre uscirà il nostro album e non vediamo l’ora di presentarvelo. Vorremmo che il 2020 sia un anno pieno di concerti tramite cui diffondere i nostri pezzi dal vivo agli ascoltatori che ne hanno bisogno. Ci sentiamo davvero carichi e pronti per la partenza con l’obiettivo di lasciare il segno, o almeno “un ricordo dentro”. Abbiamo voglia di uscire allo scoperto e di condividere i nostri pensieri insieme a voi per raggiungere i vostri cuori con le nostre “anestesie”.

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