“Nessuno vuole finire come i Green Day” – un racconto di Non è Tardi

Vi proponiamo la lettura di un racconto breve scritto da “Non è Tardi” che ironizza sulle reazioni e sulle critiche al nuovo album degli Arctic Monkeys.

Le truppe avanzano. Molti sono silenziosi, altri rassegnati. Solo in pochi, fiduciosi. Stanno andando incontro a quello che potrebbe essere un futuro alleato, ma anche un pericoloso nemico.

Il nuovo album degli Arctic Monkeys.

L’immensa piana di Spotify ammutolisce, quando infine giungono di fronte allo Straniero. Restano così, a fissarsi a distanza di sicurezza, finché il Generale non esordisce:

– Schiacciate il tasto play.

L’album emette il suo ruggito. Un suono inaspettato, ben lontano dalle chitarre distorte sperate.

– È peggio di quel che mi aspettavo! Preparatevi all’attacco!

Dalle schiere partono urla di rabbia, mentre in molti imbracciano i fucili della critica sterile. Ma uno di loro si fa spazio

– Generale, la prego, si fermi!

– Colonnello! Come osa disubbidire ai miei ordini?

– È solo il primo pezzo! Diamogli ancora un po’ di tempo!

– Sta scherzando? Questi non sono gli Arctic Monkeys! Alex Turner ci ha traditi ed ora sta sputando su tutta la nostra adolescenza! Pronti a far fuoco!

– Signore, pensi ai Radiohead!

– Come osi? Mettetelo agli arresti!

– Pensi a The Bends, Signore! Pensi a Ok Computer! Nessuno di noi era pronto a quel cambiamento, eppure è davvero pronto a dire che è stato un errore?

racconto
Racconto!
Il Generale si fa scuro in viso.

– La ascolto.

– Un cambiamento di genere alle volte è necessario. Sono passati tanti anni, è normale che Turner sia cresciuto e non abbia più voglia di fare quel tipo di rock. Nessuno vuole finire come i Green Day, Signore.

– Per fare un cambio di genere si deve essere in grado di fare quel genere, altrimenti si fa la fine dei Muse.

– I Muse sono dei venduti! Ascolti il testo, senta quello che dice:
“Forse ero un po’ troppo pazzo negli anni ’70, torno con i piedi per terra con l’aria di un cantante lounge”. Alex ci sta spiegando i motivi del suo cambiamento, ci sta chiedendo di capirlo, e forse…

– Forse cosa?

– Forse glielo dobbiamo.

I soldati abbassano lo sguardo e gettano i fucili a terra, mentre si levano le prime voci d’assenso.

– È vero.

– Tutti noi siamo cambiati negli anni.

– I Green Day fanno schifo!

Il Generale sospira.

– E sia! Che il nuovo album venga aggiunto alla nostra Libreria di Spotify, e che venga protetto da ogni forma di critica. Ma aspettate a festeggiare. Non sappiamo se Alex Turner capirà mai che Miles Kane è la sua Yoko Ono.

Un racconto di Non è Tardi

1 Comment

  1. Umberto 15/05/2018 at 12:55 pm

    Che cazzata.


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