“555” di cecilia: fuori dalle stanze del caos per ritrovare la sete

Vivere il caos, farsi travolgere dalla confusione, uscirne. Respirare affannosamente, restare in apnea, rinascere con nuovi polmoni. La discografia di cecilia ci trasporta in un turbinio di emozioni e stati d’animo che accomunano tutti. Il suo nuovo EP “555” (Epic Records/Sony Music Italy), uscito lo scorso 13 ottobre, è un vero e proprio viaggio emotivo: febbre, crisi, crepe, sete sono le quattro fasi che raccontano il percorso di trasformazione e introspezione dell’artista. I momenti di apnea, la crisi dettata dall’ego e poi la rinascita. Siamo al centro dell’evoluzione.

Questo tuo ultimo lavoro si può definire un vero e proprio processo di cambiamento e crescita interiore che si distacca da “Il senso di questo caos”: cosa è cambiato da allora nella tua musica e/o nella tua vita?

Ѐ cambiato principalmente l’approccio alla produzione. L’anno scorso ho partecipato all’International Music Camp con Italy Music Export, insieme ad altri artisti, autori e produttori italiani e francesi, per una sessione di co-writing al Sudeststudio a Guagnano (LE). Tornata da lì, ho voluto fare lo stesso esperimento per me, organizzando session con autori e produttori con cui non avevo mai lavorato.

Ho mantenuto il mio approccio alla musica, ma stavolta è stato contaminato da altre persone che hanno ascoltato quello che volevo esprimere, c’è stato un ascolto esterno anche da parte mia, diverso quindi da arrivare in studio con la canzone pronta per essere arrangiata e prodotta. Di conseguenza, il cambiamento è venuto naturalmente.

555
cecilia – 555 [Ascolta qui]
Quanto è stato importante quindi il tuo team di lavoro per la riuscita di questo progetto? So che è stato prodotto tra Milano e Nardo’(LE).

Come ti dicevo, prima le canzoni le ho scritte con diversi autori e produttori durante le session, in cui si partiva da zero o con una melodia da cui tirare fuori una struttura iniziale. Nel momento in cui sono venute fuori circa 10 canzoni, ne ho scelte 4 che mi piacevano di più e da lì in poi ho iniziato a lavorare con Giacomo Greco, che fa parte del mio team da due anni e mezzo, e mi ha aiutata a sviluppare quelle che erano inizialmente delle demo.

Giacomo ha prodotto febbre, crisi e crepe, invece sete è stata prodotta da Mattia del Moro, uno dei produttori con cui avevo lavorato durante le session, la cui produzione ci era piaciuta tanto così come era venuta e infatti non l’abbiamo più toccata.

“555”: che cosa significa questo numero per te e come l’hai scelto?

il senso di questo caos” inizialmente doveva essere la prima parte di un EP al quale sarebbe dovuta seguire una seconda, che pensavo di chiamare ORDINE, ma c’era qualcosa che non mi convinceva, questo titolo mi metteva in crisi.

Sono molto legata alla numerologia, perciò una notte, mentre non riuscivo a dormire, sono andata a vedere il significato di alcuni numeri incontrati nell’ultimo periodo. 555 simboleggia l’apertura verso il cambiamento, la trasformazione dei vari aspetti della vita, così ho capito che era quello il messaggio del mio EP, non era l’ordine, ma il cambiamento, magari verso un ordine che però non so se riuscirò mai a raggiungere, e chissà poi se lo voglio davvero… (ride)

Infatti possiamo affermare che la vita sia una continua evoluzione, non è detto che l’ordine debba rimanere statico e non in movimento…

Sì, questa è una trasformazione ma anche un’isola di passaggio. Ѐ l’antitesi de Il Senso di questo caos, chissà se non arriverà la sintesi a un certo punto…

I brani presenti nell’EP rappresentano le fasi del cambiamento, dalla fase di apnea nella bolla – immagine che ritroviamo nitida in CRISI “saremo pesci senza branchie”–  al momento della rinascita – SETE – : qual è stata la parte più difficile per te da scrivere? E quale da vivere? (se non corrispondono)

Non c’è una parte difficile, è venuto tutto molto naturale, soprattutto riguardo ai testi. Ora che mi ci fai pensare, forse la parte più difficile da scrivere è stata la seconda parte del ritornello di crisi, perché nei provini io continuavo a cantare e urlavamo come quando soffia un vento forte, però sentivo che non era mai sufficiente.

In fase di produzione io ero ancora davanti al computer a cercare la frase giusta ed è arrivata “dentro questa crisi c’è il mio ego e la tua sorte” che credo sia il fulcro di quella canzone perché c’è molto ego in generale nel mondo ed è giusto che esista, ma è sempre l’ego che porta alla crisi, la maggior parte delle volte. Se c’è troppo ego però lì c’è rottura e ne soffriamo.

Un altro grande protagonista nei tuoi testi è proprio l’ego. Che ruolo ha in queste fasi?

Perché pensi sia un grande protagonista?!

Beh, in questo EP tu parli di una vera e propria evoluzione e in ogni evoluzione c’è quella fase in cui l’ego si presenta dirompente appena prima di un momento di rottura. Quindi alla fine l’ego ha un ruolo importante perché segna la crisi da attraversare prima di arrivare alla risoluzione…

Tutti abbiamo un ego ed è impossibile negarlo o sopprimerlo. Ѐ una sorta di protezione che ci aiuta a definire dei confini. Non mi piace l’ego smisurato, motivo per cui il mio cerco sempre di misurarlo, perché taglia i rapporti e crea la crisi, appunto.

In crisi io voglio fare anche un paragone fra la crisi che c’è in una relazione quando non c’è abbastanza cura di essa e della crisi che sta subendo il pianeta Terra a causa della nostra noncuranza verso l’ambiente. Come quando buttiamo per terra i mozziconi delle sigarette, è un gesto stupido però ci vedo ego anche lì, perché in casa nostra non lo faremmo mai. Ѐ un discorso molto ampio…

SETE è la quarta fase del cambiamento, nonché l’ultima traccia dell’EP. Il momento della rinascita, della presa di consapevolezza, la fase in cui si ha sete di nuove emozioni, di vivere ancora, il biglietto per un nuovo viaggio. Il testo dice “mostrami cosa mi sono persa durante questa apnea”. Ma secondo te perdiamo sempre qualcosa quando viviamo quei momenti “nella bolla” con il nostro dolore e le nostre storie irrisolte? A volte stare nella bolla è necessario?

Io penso di essere stata troppo tempo nella bolla, per questo mi sento ancora risentita per essere stata assente rispetto alla vita e ho scritto “mostrami cosa mi sono persa durante questa apnea”. Sicuramente penso che non sarei come sono oggi, non avrei questa sensibilità, non avrei sviluppato la persona che sono se non fossi stata in apnea per tutto questo tempo, però mi fa anche arrabbiare perché penso “chissà che cosa mi sono persa”.

Durante la scrittura e l’arrangiamento dell’EP sono stata molto meglio, mi sono sentita più consapevole e cosciente. I periodi di introspezione servono tantissimo a definire se stessi.

555 cecilia
555, cecilia
Secondo te la sete passa? E se non se ne andasse mai?

Non lo so se la sete passa, spero di no. Ho pensato che potesse passarmi, ma per quanto riguarda l’arte, serve sempre uno stimolo per tenere acceso il motore. Il problema è quando niente ti accende più… Infondo c’è sempre qualcosa per cui accendersi, qualche volta può essere difficile, bisogna sforzarsi a cercare, però non è impossibile, ci vuole un po’ di pazienza.

Ora in quale fase sei?

Ne parlavo proprio ieri con un amico che mi diceva “hai partorito solo qualche settimana fa, non puoi sapere in che fase sei, datti tempo!” ma io ora sono un po’ all’erta, perché è passato un anno tra “il senso di questo caos” uscito a maggio 2022 e 555 uscito a ottobre 2023, però è vero anche che ho avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo, cosa stessi vivendo. Mi aspetto però una sintesi e magari un disco.

Sento che avrei la possibilità di esprimere tutte le varie sfaccettature di genere che caratterizzano il progetto. Ho iniziato con un EP che sembrava andare in una direzione molto soul/r&b, poi un altro EP molto rock e ora l’ultimo con varie influenze, potremmo definirlo alternative pop/rock. Mi piacerebbe molto poter mettere tutte queste sfumature in un disco. Ora è il momento di respirare un po’ prima di tornare a esplorare…

Ci sono dei live in programma?

Al momento non posso dire niente, però nell’anno nuovo accadranno delle cose…

Abbiamo scritto di cecilia in occasione del suo debutto, leggi altro qui

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