Il post Sanremo dei Colla Zio è un elogio (rockabilly) all’incomprensione

Difficile pensare a qualcosa che accomuni – e tenga insieme – l’hip-hop lo-fi di Travis Scott, il rap funky di Childish Gambino, le sonorità motown di Stevie Wonder, la disco-rock stralunata di Enzo Carella e il jazz poliedrico di Miles Davis. Difficile ma non impossibile, se i cinque artisti appena elencati costituiscono i principali ascendenti musicali di altrettanti ragazzi, seduti da qualche mese sul bordo del successo e che ne sfumano l’influenza dentro ritmi talmente colorati da risultare spesso incompresi – cifra, se ci pensiamo, dell’intera generazione cui fanno parte.

Sto parlando dei Colla Zio, gruppo musicale formatosi nel 2019 a Milano ed esploso sul palco dell’Ariston lo scorso febbraio. Da quel momento, un disco d’esordio – Rockabilly Carter, uscito per Woodworm – ha fatto da reattore ad un tour lunghissimo, condito dall’immancabile singolo estivo, In fondo al blu.

Colla Zio, “In fondo al blu” [Ascolta qui]

Sul fondo di quel blu, i Colla Zio «ballano con la morte», non proprio il testo allegro e felice che si confà ad una hit estiva. Eppure, grazie alla musica incredibilmente ritmata che condisce questi versi, sono in grado di far ballare davvero tutti quanti – con la morte o senza poco importa – in un paradosso tanto curioso quanto riuscito.

E ci sono riusciti pure nella cornice del MUSE, durante un party notturno organizzato lo scorso sabato per festeggiare i primi dieci anni del museo decisamente più importante di Trento. Uno spettacolo potente, a margine del quale siamo riusciti a fare due chiacchiere: ecco quello che ci hanno raccontato.

Vi abbiamo visti sgargianti e pieni di vibrazioni positive sul palco dell’Ariston. Eppure nel vostro album d’esordio a farla da padrone è il senso di incomprensione che prova il protagonista, Rockabilly Carter: è qualcosa che sentite anche voi?

Certamente! Sentiamo – al di là dei luoghi comuni, come tutta la nostra generazione di neo ventenni – la fatica di comunicare sul serio, anzitutto con noi stessi e di conseguenza anche con le altre persone che ci circondano. Proprio per questo, abbiamo voluto fosse l’incomprensione uno dei temi portanti del disco, attorno al quale farne ruotare la narrazione: in fondo la musica stessa è un modo per parlare di ciò che più ci spaventa ed esorcizzarne gli effetti.

Cosa ne penserebbe Rockabilly Carter di questa situazione, un concerto notturno al museo?

Rockabilly Carter è un gigante buono e il nostro album, più che la sua storia fatta e finita, è un videogioco in continua evoluzione, con Billy come personaggio principale. Questo per dirti che una dinamicità simile fa compiere al nostro protagonista molti viaggi, invitandolo a scoprire nuove cose del mondo e di se stesso, per poi riuscire a scardinare qualunque pregiudizio dal quale era partito. Finire in situazioni strane, come ad un concerto notturno nella cornice di un museo, lo renderebbe ancora più fiero del proprio percorso.

Detta fuor di metafora: i Colla Zio sono fieri di essere qui, del percorso che stiamo costruendo dentro questo pazzo videogame musicale in cui siamo finiti.

Colla Zio
Colla Zio
Il MUSE poi è un museo delle scienze: c’è qualcosa che accomuna secondo voi la ricerca scientifica e quella musicale?

È una domanda interessante. Per come intendiamo noi la musica, la ricerca è in generale importantissima. Cerchiamo sempre di dire qualcosa di vero e, soprattutto, cerchiamo di ricavarci un posto dove stare bene noi, come artisti, musicisti ed esseri umani. Spesso e volentieri ci capita però di capire delle cose, o di giungere a delle conclusioni, che sono valide per noi ma allo stesso tempo non immediatamente sperimentabili, verificabili, riproducibili o condivisibili con altri.

In questo senso, la ricerca musicale travalica la scientificità tout-court, che necessita di una controparte in grado di comprendere appieno un determinato contenuto. Invece di nuovo, come per Rockabilly, il tema portante della nostra musica – almeno per ora – è l’incomprensione, concetto davvero poco scientifico.

Siete nel pieno di un tour senza sosta né freni. Quale aspetto di questa ricerca musicale vi entusiasma allora di più? Il processo creativo o le esecuzioni dal vivo?

Ambedue, nello stesso modo. Sono due parti del lavoro che non si escludono a vicenda, anzi: senza l’una non puoi fare l’altra, e viceversa. Per noi è stimolante stare in studio, condividendo spesso gli spazi anche con altri professionisti, così come è bello girare l’Italia su un furgone scassato per suonare davanti a più gente possibile. Arrivati a questo punto vogliamo goderci tutti e due gli aspetti senza preferirne uno, traendo il meglio da entrambi.

Colla Zio
Colla Zio, “Rockabilly Carter” [Ascolta qui]
Il fenomeno dei collettivi musicali è crescente: quali sono i pro e i contro di fare musica in cinque, conciliando visioni soliste differenti?

Il primo grande pro di fare musica insieme è il fatto di avere cinque volte le idee che avresti da solo, il che non è affatto scontato. Lavorare assieme diventa poi ancora più bello quando, come nel nostro caso, si è amici prima ancora che colleghi. Chiaramente, come in tutte le relazioni strette, ci sono un sacco di contro: spesso e volentieri si discute e si litiga. Ma fa parte del gioco e noi ora vogliamo giocare.

Le prossime date dei Colla Zio

05/08 – Marina di Ginosa (TA) @ FISH AND GIN FESTIVAL Elephant Park

07/08 – Altomonte (CS) @ FESTIVAL EUROMEDITERRANEO –  NUOVA DATA

11/08 – Monte Urano (FM) @ BAMBÙ FESTIVAL Parco Alex Lager (opening act Carl Brave)

15/08 – Gioiosa Marea (ME) @ Piazza Cavour – NUOVA DATA

18/08 – Trequanda (SI) @ Parco Pancirolli

19/08 – Pineto (TE) @ PRIMA VOLTA FESTIVAL Parco della Pace – Ingresso gratuito

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