Darrn: chimica e sperimentazione

Il progetto dei DARRN svela un volto multiforme già a partire dalla formazione: due producer, voce e grafico. Non che il progetto di unire suono e immagine fosse una novità, ma il prodotto finale dell’EP Musica da Camera (luglio 2019) risultava interessante per freschezza sonora (ammiccante alle distorte atmosfere elettroniche home-made) e solidità grafica (con l’utilizzo del glitch, distorsione delle immagini perfetta per suoni meticci e sovrastrutturati).

La cascata maieutica dei tre ragazzi e della loro cameretta, delle maschere animalesche (che ricordano echi del bosonico Contessa) e del percorso che li avrebbe catapultati nel roster di Asian Fake, porta all’uscita di Chimica. L’EP è composto da quattro tracce (stessa formula del precedente sovracitato). Il titolo tende a dare ulteriormente lucida traccia del percorso intrapreso. Musica da Camera analizzava tutto il sottobosco creativo in maniera esplosiva e tendente alla creazione di una nuova bandierina musicale geolocalizzata. Invece Chimica sembra dirci che il gruppo romano ha trovato ulteriore amalgama, avendo una strada già segnata.

Abbiamo ottenuto quello che in fondo ci aspettavamo potesse essere.

Pur rifiutando etichette e facili semplificazioni, ABRA, traccia numero uno in collaborazione con Venerus, è una cartina tornasole di questa crescita. Il sottobosco strutturale, nostalgicamente magico come una passeggiata musicale francese di inizio millennio, si lega alla voce dell’artista milanese in una commistione credibile e decisamente figlia di Love Anthem, n°1. Molto si deve all’estetica decadente di Venerus, capace di valorizzare un pamphlet dai sapori agrodolci. RANDOM, con la collaborazione di Gemitaiz, propone repentinamente un cambio di rotta sia lirica che di BPM, sensualmente apolide e borderline tra sonorità elettroniche e vocalità trap.

Tobiko, “è una chimica e io non la comprendo”, rappresenta una traccia ponte in cui la vocalità prevale su suoni più lenti e ricchi di sfumature lontane. Il running theme è un assegno in bianco di una storia di amicizia e voglia comune di emergere, tra difficoltà e mezzi a disposizione non di prima fascia. Stanza a sinistra, traccia di chiusura, è poco più di un minuto di intimistica riflessione e metafisico luogo dello spirito, in cui tutti i temi precedenti glissano e creano un ideale ponte verso i nuovi materiali.

Chimica rappresenta, nell’elaborazione di un giudizio per sua natura necessariamente in divenire, un tassello importante per la crescita del gruppo. Smesse le maschere, DARRN deve dimostrare una crescita senza paure, continuando a divertirsi nella cameretta o nella famosa stanza a sinistra. Perché è la gioia creativa su palafitte leggere la chiave di un progetto come i DARRN. Nulla è precluso alle mani che sperimentano e alle sinapsi che elaborano.

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