Verano a Indie Pride: restiamo ottimisti facendo qualcosa nel nostro piccolo

Quel giorno faceva un gran caldo anche se l’estate era ormai lontana. Ad ogni modo io e Wero eravamo sedute sul nostro bel divanetto dell’Indie Pride e dalla porta entrò Verano. Oh finalmente una donna, ma volevamo anche evitare le solite domande clichè e quindi abbiamo ponderato attentamente le nostre domande. Ricordo una Verano cazzuta e grande sostenitrice (ovviamente) dei principi del Festival, abbiamo parlato di sessismo, omofobia, bullismo, sperando di non risultare banali. Ecco a voi cosa ci ha raccontato.

Si è fatto molto oggigiorno contro le discriminazioni, ma si deve fare ancora tanto. Ti sei mai sfortunatamente ritorvata in episodi di discriminazione, direttamente o indirettamente?

Diciamo che capita spesso e velatamente, fortunatamente non mi è mai successo che qualcuno in faccia mi dica… Però spesso ci sono segnali che ti fanno capire di essere in quella situazione non tanto, e non solo, perchè sai suonare, o hai fatto un disco o c’è la voglia di invitare una donna, ma prevale più un aspetto estetico, diciamo così. Mi sono capitate anche situazioni o interviste che poi vengono titolate “Bella e Brava”. Io non penso che di Lodo Guenzi o di Appino sia stato detto “bello e bravo” per quanto siano dei bellissimi ragazzi. Mi fa molto piacere che si sia alzata tantissimo l’attenzione, soprattuto nell’ultimo anno, poichè penso che iniziative se non siano fatte tante e Bologna sotricamente ne ha tante. Nell’ultimo annno quello che vedo io da fuori è che si è alzata una voce corale quindi molto più unificata.

Forse il rischio, ma è giusto correrlo in questo momento, sia polarizzare troppo quindi parlare solo di donne, e in realtà le discriminazioni sono tante e fatte a più livelli. Indie Pride è molto interessante, secondo me perchè ci tiene a sottolineare che la “diversity”, non è solo il sesso femminile o la scelta di genere, ma sono tutta una serie di discriminazioni. Quello che mi è capitato tanto negli anni soprattuto quando ero più piccolina era “che cosa ci fa una ragazza con la chitarra elettrica”. […] Però voglio essere ottimista nel mondo di merda di questo momento, mi fa piacere ci sia un’attenzione alta e che fondamentalmente anche in una situazione politica agghiacciante poi le piccole comunità stanno dimostrando di reagire. […]

Attraverso la tua musica come pensi di contribuire al cambiamento?

Nei miei testi non parlo di questi argomenti. La mia musica è molto personale e i miei testi sono legati a me e a quello che vivo. Quello che spero di poter fare nel mio piccolo è espormi. Non sono Madonna, non sono Lady Gaga ma sono sicuramente più esposta di qualcuno che non sale su un palco e quando lo faccio cerco di farlo sempre in situazioni che siano coerenti e che in qualche modo corrispondano un po’ ai valori che ho dentro e che voglio portare avanti.

Pensando a un Indie Pride 2019, come te lo immagini? Sarebbe bello vederlo itinerante…

Questa è una grande cosa. Bologna è sicuramente una città già molto sensibilizzata su questi temi, Milano anche lo è. Sarebbe portare questa scommessa anche in altre città “scomode” – tipo il sud Italia – ma anche il Veneto forse!

Se tu avessi Salvini di fronte e potresti parlargli civilmente cosa gli diresti?

[…]Se dovessi avere il cervello spento, non saprei neanche cosa dirgli perchè non penso sia un essere umano. Non penso che lui sia in grado di recepire un qualcosa che non risponda ai suoi canoni iracondi e da clown. Se dovessimo per forza stare di fronte e mi garantissero che un cervello ce l’ha ed è in grado di parlare, gli direi “Ma tu la sera quando vai a dormire, ma ci pensi che stai rovinando, non solo politicamente ed economicamente, ma proprio la percezione degli esseri umani? Stai inquinando le persone”. […] Restiamo ottimisti, visto che chi sta sopra di noi, il nostro ombrello, comunque non sta facendo niente per noi, proviamo a farlo nel nostro piccolo.

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