lvca mette l’amore anche quando non canta d’amore

Semplice o meno da descrivere, e molte volte non lo è, l’amore resta comunque il tema per eccellenza, soprattutto nelle canzoni. E se oggi è così facile ricadere negli stessi stilemi, se in un tempo così strano scriviamo solo quando ci molliamo, se è così prevedibile sapere già come si chiuderà una rima quando cantiamo d’amore, non è forse meglio scrivere di altro che non sia l’amore convenzionale a cui tutti pensiamo?

lvca
lvca, probabilmente, è partito proprio da qui: dalla città e dalla sua visione delle cose, per darci una sua versione del mondo.

Giusta o sbagliata che sia, si tratta, in ogni caso, di una ricerca molto accurata per un ventiduenne, che riesce a dosare con sapienza immagini urbane, veloci ed effimere, insieme a riflessioni più profonde e attente. Il tutto è completato da un’ottima produzione, quella del beatmaker Ilovenikobrens, che di anni invece ne ha addirittura venti. I due collaborano da quando erano ragazzini, iniziando a registrare numerose tracce, da cui è nato il disco Donnarumma, e nel 2017 approdando al progetto lvca, oggi davvero giunto a compimento, con l’uscita per Giada Mesi dello scorso febbraio.

Metto l’amore tolgo l’illusione è un lavoro che definisce bene i contorni del primo capitolo del sodalizio artistico tra i due ragazzi di Bassano del Grappa e raccoglie in un unico EP cinque brani già editi su Spotify (tutti dai titoli abbastanza memorabili come, ad esempio, Aprile non è un verbo) e la nuova uscita Pensieroso me:

“Una canzone particolare composta da una sola strofa, che si ripete cambiando l’ordine e capovolgendo le parole, e un solo ritornello, anche lui capovolto. Parla dei problemi che possiamo avere e delle situazioni in cui siamo soliti trovarci, ma se capovolti, possono avere una diversa chiave di lettura; parla di me, pensieroso e del pensieroso me”, come racconta lo stesso lvca, dopo l’uscita del video di questo singolo.

E proprio questi diversi tipi di approcci possibili sono la forza di questo lavoro, che unisce hip hop e sonorità acustiche, per un risultato che incuriosisce anche i non avvezzi al genere per la particolarità dei contenuti e il giusto equilibrio di realtà e immaginazione, che non sembrano nemmeno appartenere a un ragazzo così acerbo. La strada è tutta in salita ma ciò che lvca è riuscito a guadagnarsi già con questo EP non è il favore assoluto ma è una credibilità vera, una sorta di genuinità che nasce da dall’esperienza. E non importa che piaccia o meno, perché è difficile non riconoscersi, anche in un solo verso, e fermarsi a rifletterci un po’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *