“Post Momentum” dei Calibro 35: un primo passo verso futuri possibili

I Calibro 35: come descriverli? Da sempre trovare un aggettivo per etichettarli mi risulta difficile. È uno dei progetti più particolari degli ultimi anni della scena italiana. Mischiano jazz e funk e da questa fusione hanno creato un genere che ricorda i film polizieschi anni degli anni Settanta, quelli che guardavano i nostri genitori quando noi eravamo piccoli.

Il classico commentatore boomer di YouTube direbbe: “troppo sottovalutati per la scena nazionale, fa niente me li godo io”. E come dargli torto? I Calibro 35 fanno parte di quella fascia riservata a chi è nostalgico, ma allo stesso all’avanguardia. Tra l’altro il progetto Calibro 35 è nato per gioco e giocando sono riusciti a tirare su un qualcosa di unico nel suo genere e mai banale.

Momentum: uno specchio sulla contemporaneità della musica

Nel 2020, quando il termine pandemia non era ancora presente nel nostro quotidiano, il gruppo ha pubblicato Momentum (Record Kicks), un progetto ambizioso che rappresentava la necessaria svolta per sondare come si possa fare musica al giorno d’oggi. Una riflessione sull’attualità, capace di far tesoro di ciò che c’è stato per andare oltre, col fermo intento di realizzare un’opera destinata a restare, senza correre il rischio di finire nel baule degli oggetti dimenticati.

“Momentum, uscito a gennaio 2020, è stato una riflessione sulla contemporaneità della musica suonata nel mondo attuale, nata dalla voglia di mordere il presente dopo anni di riflessione e studio del passato per farlo proprio”.

Post Momentum: un anno dopo

Un anno dopo Momentum sono ritornati con Post Momentum (Record Kicks)EP uscito lo scorso 11 giugno. Il progetto vede featuring con Ghemon ed Ensi e tre nuovi brani, più tre versioni rivisitate di pezzi del disco precedente. Insomma, un piccolo assaggio per un grande progetto che ha come scopo quello di mostrare l’evoluzione futura.

Calibro35 – Post Momentum [Ascolta Qui]
Un EP non solo strumentale (così come li conosciamo noi), ma anche a parole.

Ci sono state delle variazioni rispetto al progetto dello scorso anno. Se in Momentum, uno dei brani come Stan Lee vedeva un featuring con il rapper Illa J, qui vediamo una collaborazione con artisti nazionali, come citato prima, come Ghemon ed Ensi.

I buoni cadono come le mosche / Non erano poi così buoni forse  / Menzogne con le gambe corte vincono alle corse

Con i Calibro 35 si è sempre parlato di avanguardia musicale. Il frutto del loro lavoro è qualcosa di vintage, ma allo stesso tempo è qualcosa che non si è ancora sentito. In questo ultimo progetto la musica non è la sola protagonista. Nei brani Being a Robot is Awesome e Artificial Black Moon (che in Momentum era Black Moon feat. MEI) vede come protagonista Sophia, un umanoide sviluppato dalla Hanson Robotics il quale è in grado di interagire con tutto ciò che ha intorno e che ci ricorda che oggi essere un robot, potrebbe essere la soluzione migliore per sopravvivere.

Tra umanoidi e musica

Come già detto prima, i fan dei Calibro 35 sono abituati ad ascoltare dischi interamente composti da musica. Qualcosa di pretenzioso e rischioso, ma il punto è che quando si unisce il genio di musicisti professionisti, tutto quello che a primo impatto può sembrare noioso alla fine non lo è.

Il disco si apre con la rivisitazione di Stan Lee con Ghemon ed Ensi. Dopo un inizio con il botto si passa a Digi Tails, un brano in pieno stile Calibro 35. È la perfetta colonna sonora di quando decidi di uscire, di mettere il vestito delle buone occasioni e di recarti in quel bar dove vuoi fare colpo su qualcuno mentre ti fingi un esperto di vini.

Immedesimarsi in qualcosa che potrebbe essere la salvezza di un’intera umanità

Immedesimazione, invece, è la parola che racchiude il significato del terzo brano: Being a Robot is Awesome. Un brano diverso da quello che siamo abituati ad ascoltare dei Calibro 35. È come se i Daft Punk si fossero impossessati, per un attimo, del gruppo e avessero deciso di tirar fuori un qualcosa electro-vintage.

Dopo la strumentale Stars and Stripes, Chirps and Bleeps arriva Sophia, la guest star più attesa del progetto, con il brano Artificial Black Moon. Sophia non è il classico robot che ce l’ha con l’intera umanità. Il gruppo, a Rolling Stone Italia, ha parlato, in merito al brano, di quanto l’essere umano sia prevedibile. Come metro di paragone hanno usato i social e come gli algoritmi contenuti in questi, condizionano i nostri interessi. Così facendo queste piattaforme trasformano l’essere umano in un individuo privo di sorprese e di imprevisti, trasformandolo, così, in qualcosa di scontato.

Così com’è iniziato, si conclude. L’ep ci saluta nuovamente con Stan Lee, il brano di apertura, ma questa volta in pieno stile Calibro 35: completamente strumentale.

Calibro 35 siete sempre i benvenuti

Ironici, profondi e cazzuti ancora una volta, a distanza di tre anni dall’ultimo progetto, hanno rispettato le aspettative. Okay avete capito che sono tra le migliori band in circolazione (non voglio essere ripetitiva, ma è giusto puntualizzarlo) e vi consiglio di ascoltarli dal vivo adesso che (finalmente) sembra che la vita stia lentamente tornando alla normalità. Non ve ne pentirete.

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