Fumo passivo: I Giocattoli vs Management – Intervista Doppia!

Quindici secondi. Quindici lunghi secondi costruiti da un unico lungo respiro strumentale: è un intro molto pregnante quella del nuovo singolo de I Giocattoli Fumo passivo in collaborazione con i Management. Una lunga coperta triste, quasi come un’ultima boccata d’aria prima di immergersi in un oceano blu cobalto. Si apre lo sguardo su un mondo del futuro in cui gli abbracci sono di plastica e il mare è una tavola di catrame. È una dimensione in cui i baci sono negati, filtrati da maschere antigas: l’unica aria è fumo passivo.

Il testo cupo e dispnoico impone una riflessione a più livelli.

Se da una parte vi è la consapevolezza di un universo in rapido deperimento (e in questo la traccia entra in un segmento storico che affonda le sue radici negli anni ‘60), da contraltare c’è una relazione di coppia che vive in spazi angusti. Il tempo della natura rigogliosa è finito: come il mondo è inospitale, anche gli spazi dell’amore sono diventati lugubri e asfittici. La parola d’ordine sembrerebbe scappare, evadere. L’uscita liberatoria ha il carattere del sogno e della cruda rottura di catene morali e affettive. Nel pronunciare questa preghiera di libertà, la bolla si rompe: il mondo, fatto “di giganti ed eroi” si scopre fragile. Tutti siamo tutto: un abbraccio velenoso tiene in scacco ogni atomo, ogni briciolo di vita. Tutti “piangono”, tutti versano sangue puro in taniche di bio-plastiche.

È un pessimismo fisico e strutturale: la perfezione fa trasparire la fine delle emozioni, l’inquinamento del mondo e dei cuori sperimenta l’esperienza dello stare ai margini. Liberi, liberi. La terapia, forte e sconvolgente, è l’abbraccio. Due corpi che si uniscono, due cuori che cedono calore. Una fiammella che piegherebbe la plastica, scarnificherebbe viandanti di cellofan ridonando sembianze umane e prosciugherebbe ogni paura.

Se la voce di Duilio e Luca rappresentano il buio, la distanza e la paura, le sillabe di Laura sono l’acqua che avvolge la gola nell’arsura estiva e dei sentimenti.

Se le voci maschili sono la totale indifferenza dell’essere umano nei riguardi del Pianeta e dell’Altro, Laura esprime la gioia del Ciclo della Vita e della Speranza. Fumo passivo è una traccia che impone una riflessione che possiamo leggere nelle nuvole di smog che osserviamo dalle nostre finestre o negli ossimori di due persone che fanno fatica a ritrovarsi nonostante l’amore che li lega. Nulla dei nostri microcosmi è slegato da noi: ogni pianta, ogni animale fa parte di noi e noi viviamo come ospiti. Nulla ci è garantito, nulla ci è regalato. Tutto costa fatica: lo scenario dipinto nella traccia non è più così irrealistico.

Le sonorità, cupe e trasognanti, ricordano alcune esperienze prog caricate dalla tempesta della malinconia tipicamente legate ai movimenti musicali post2000. Noi li abbiamo incontrati per qualche domanda. Per ognuna troverete due risposte: Luca per i Management e Duilio per i Giocattoli.

Guarda qui il videoclip di Fumo passivo, nuovo singolo de I Giocattoli ft Management

È un pezzo de I Giocattoli che però starebbe benissimo nella discografia dei Management. È, quindi, “il pezzo giusto per le giuste voci”. Una decisa alchimia. Come nasce la vostra collaborazione? Quali stimoli vi ha regalato.

Luca: Le persone intelligenti sanno cosa fanno. I Giocattoli sapevano cosa stavano facendo quando ci hanno chiamato. Non basta il semplice fatto di essere amici. La tematica, le sonorità, la produzione, le emozioni, qualsiasi cosa in questa canzone ci stimolava.

Duilio: Quando abbiamo concepito il provino del brano abbiamo subito pensato al Management e da lì in poi tutto è stato in salita. Loro si sono visti subito entusiasti di partecipare e così abbiamo iniziato quella bellissima collaborazione.

Fumo passivo è un manifesto triste su un mondo in rovina. Tutto diviene plastica, inanimato e morente. È un accorato inno ecologista?

Luca: Non è obbligatorio pensare che ogni canzone debba diventare l’inno di un periodo storico, è però necessario che qualcuno abbia il coraggio di dire quello che pensa.

Duilio: Penso soltanto che avevo la necessità di scrivere questo brano. Il futuro adesso mi fa paura. Non abbiamo rispetto del mondo che ci ospita e volevo dire la mia in un modo o nell’altro.

Fumo passivo è anche una riflessione algida sulle emozioni che divengono paura, spaventano. Il mondo di plastica esterno è anche dentro di noi. Stiamo davvero diventando di Cellofan?

Luca: Senza nessun dubbio. Parliamo del mondo attorno a noi, fatto solo di prodotti industriali, e invece i prodotti industriali siamo diventati noi.

Duilio: Assolutamente sì. Le emozioni vere e l’individualità tendono a scomparire così come l’amore vero. Tutto nasce spesso per uno scopo. Non vedo da tempo gesti sinceri se non per alcuni casi isolati.

L’unica terapia possibile a questa devastazione emotiva è un abbraccio, la voglia di condividere il proprio tempo. Quanto abbiamo dimenticato le piccole emozioni, la quotidianità degli affetti?

Luca: Non sono d’accordo. L’unica soluzione è la battaglia, dobbiamo un attimo calmarci col buonismo degli abbracci.

Duilio: Per fortuna da qualche mese questi bellissimi gesti quotidiani sono diventati la mia vita e non ne sento la mancanza. Sono fortunato di questo. Questi gesti sono ormai la mia vita. E poi si in realtà sono d’accordo con Luca. Bisognerebbe lottare per ottenere ciò che si desidera.

Un mare ricco di petrolio e catrame. Un immagine forte. Quale è il diverso ruolo del mare nella narrazione musicale dei Giocattoli (siciliani) e dei Management (abruzzesi) e quanto impatta nelle vostre vite.

Luca: Come diceva una canzone, il mare è quella cosa che, quando credi di avere tutto, lo guardi e ti fa sentire stupido.

Duilio: In questi giorni di quarantena la visione del mare è una delle cose che mi manca di più, così come il suo odore. È un emozione difficile da spiegare, ma non riuscire a vivere lontano dalla Sicilia e quindi dal suo mare.

I Giocattoli ft Management
Il testo di Fumo Passivo è scarno, essenziale nella struttura ma ricco di sfumature. È un modo per rendere il tutto ancora più cupo e claustrofobico. È stato difficile da scrivere? È stato difficile da interpretare?

Luca: Duilio è stato bravissimo a dare delle immagini forti ma vaghe, lasciando il resto del lavoro all’ascoltatore.

Duilio: Per la stesura del testo ho come avuto una visione di questo “possibile futuro” che non sembra ormai tanto lontano purtroppo, quindi è stato molto naturale scriverlo.

La vostra paura del futuro è reale? Come vi vedete tra venti anni?

Luca: “Guardo il mare e me ne fotto”

Duilio: Si. Come dicevo prima ho paura del futuro per questo tendo a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Cercando anche di dare il giusto affetto alle persone care ogni giorno come è giusto che sia perché onestamente non so dove sarò e dove saremo tra un anno, figuriamoci fra venti!

Ho scritto nella recensione che le voci maschili rappresentano il buio mentre la voce di Laura è la luce, la speranza. Quanto è importante la contrapposizione uomo/donna in un brano difficile come Fumo passivo?

Luca: A prescindere da quello che rappresenta è sempre bello avere una presenza femminile, ma soprattutto in una Canzone che parla del futuro, dove ovviamente il futuro è di tutti.

Duilio: Penso soltanto che in questo brano ogni voce dà il giusto peso alla sua “parte”. Spero che questo possa trapelare anche agli altri!

Il pezzo, nella sua interezza (temi trattati, la protesta cupa e frammentata, l’architettura musicale), ricorda alcune esperienze sperimentali tipicamente italiane. È una casualità o il brano parte, musicalmente, da lontano?

Luca: Per quello che possiamo dire, la scrittura del brano e la produzione di Alessandro Forte hanno un qualcosa di molto profondo e particolare.

Duilio: Diciamo che siamo stati influenzati maggiormente da musicisti stranieri del passato per la stesura musicale e poi di certo il tocco della produzione artistica di Alessandro Forte ha dato quel qualcosa in più di cui avevamo bisogno. Siamo davvero molto felici di aver scelto lui come produttore per questo progetto.

Questa collaborazione dove vi (o potrebbe) portare? È un punto di partenza?

Luca: Siamo amici, possiamo fare il cazzo che ci pare.

Duilio: Siamo amici già da parecchio tempo. Faremo tutto quello che ci andrà di fare sempre.

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