“Lovebars” di Coez e Frah Quintale non è un disco che parla solo d’amore

Tra il 2015 e il 2017 c’è stata un’ondata di nuovi artisti che ha ridisegnato i confini del panorama musicale italiano. Erano gli anni di Aurora de I Cani, gli anni di Mainstream di Calcutta, ma anche di Fuoricampo de i Thegiornalisti. Anni importanti per l’indie pop italiano il quale ha superato i generi più “commerciali” facendo appassionare non solo i millennials, ma anche un pubblico più giovane. Quando si parla di questo periodo, però, non si parla dell’affermazione di un “genere”, ma soprattutto di artisti che sono usciti dal guscio.

Uno dei tanti è Coez, il quale è emerso dopo una lunga gavetta; ma è il caso anche di Frah Quintale che con il suo accento bresciano si è fatto notare tra i grandi. Entrambi erano conosciuti da un pubblico ristretto e riservato a pochi.

Brani come Faccio un casino e Colpa del vino sono solo alcuni pezzi che a metà degli anni Dieci di questo secolo sono riusciti a dare una ventata di freschezza al panorama mainstream. Dopo diversi anni di gavetta, i due cantautori reinterpretando un sound old school hanno dato un’alternativa a chi si annoiava con le solite canzoni melodiche.

Siamo arrivati a oggi…

Sembra passata una vita da quei pezzi; sarà per colpa della pandemia o semplicemente perché stiamo invecchiando e pian piano stiamo diventando stronzi (si scherza). Oggi tra i due oltre al legame musicale, intercorre un’amicizia che li ha spinti a scrivere (niente di meno) un joint album. Il progetto non è la classica compilation di classici che andava di moda negli anni Novanta, ma un vero e proprio disco che rappresenta l’esigenza di espressione di entrambi.

Lovebars
Coez & Frah Quintale – Lovebars [Ascolta qui]

Il lavoro si intitola Lovebars, barre d’amore. Da non confondere con “Lovebugs” perché è un’altra cosa. Ѐ uscito lo scorso 8 settembre per Undamento/Prodacto e ha lo scopo di manifestare l’evoluzione del loro nuovo sound mantenendo salde le radici.

Il disco approfondisce i temi dell’amore sviscerandone il significato. Un atto quasi rivoluzionario, dato che il più delle volte la nostra società si accontenta della superficialità per paura di scoprire qualcosa che si digerisce difficilmente.

Coez e Frah guardano con i loro occhi, ma in realtà sono quelli di tutti noi

Abbiamo paura dei rapporti, della fiducia e di conoscere qualcuno che possa in qualche modo ferirci. Non riusciamo a pensare ai benefici, ma solo al peggio.

Dodici tracce che raccontano questi complessi emotivi che ogni giorno ci accompagnano e uno di questi è la mancata voglia di impegnarsi per migliorarsi e cercare di mantenere i rapporti che viviamo ogni giorno.

Lovebars non è un disco d’amore in cui il sentimento è rivolto all’altr*

Ѐ un disco che mette al centro prima di tutto sé stessi. Era già scritto è il brano d’apertura. Forse il pezzo più autobiografico. Parla di vita passata, di come sia stato difficile emergere nell’ambiente e di scelte sbagliate che sono state utili per la crescita personale. Un pezzo che dovrebbero ascoltare tutti quelli che cercano di emergere oggi, che hanno paura di sbagliare quando la cosa giusta è seguire il proprio istinto.

Dal rapporto con la musica si passa al rapporto con sé stessi. Terra bruciata parla di momenti di confusione ed estraniamento. Il rapporto con sé stessi diventa conflittuale anche con chi ci è di fianco tanto da arrivare a una consapevolezza che ciò che diamo agli altri non ci torna indietro così da crearci terra bruciata.

Un altro tra i brani più importanti è Alta Marea, pezzo uscito prima del disco.

Molti di voi hanno le palle piene di questo brano dato che era presente in tutte le storie Instagram di questa estate di gente a caso sui gommoni che sbocciava. Barche e TikTok a parte il brano è caratterizzato da tratti malinconici mixati a quelli romantici. Il pezzo ha lo scopo di far capire che la solitudine non è mai la risposta giusta e che è sempre bello ritrovarsi e non parlo solo di storie d’amore.

Un pezzo che ha catturato la mia attenzione è Local Heroes.

A metà disco spunta questo brano con un beat pazzesco. Ad accompagnare Coez e Frah c’è Bassi Maestro che ha reso magico il brano. Un pezzo perfetto, con un flow coinvolgente scritto solo da chi la musica rap l’ha vissuta per davvero. A parer mio con questo brano si può descrivere l’essenza del disco: un ritorno a uno stile urban totalmente diverso che mette al centro la storia di due ragazzi che si salvano da un futuro già scritto grazie alle rime. Una vera mina che può esplodere da un momento all’altro.

Un altro personaggio illustre presente nel progetto è Guè (che poi vabe, ormai è ovunque) con il brano DM. Un pezzo di per sé semplice che mette sul piatto una tematica importante: i social. Siamo tutti schiavi di questi e oltre alle nostre abitudini ne risentono anche le relazioni. Quale modo migliore per far capire il significato se non utilizzando la metafora dei dm di Instagram?

ll disco si chiude con Aspettative, una sorta di resoconto di quelli che sono stati gli anni passati. Attraverso un flusso di coscienza, i due si guardano alle spalle e osservano cosa hanno ottenuto negli anni e cosa hanno perso. Le aspettative sono state alte e i cambiamenti necessari arrivando fino alla perdita di rapporti che in passato avevano un valore.

Avevamo bisogno di Lovebars?

Può darsi. Coez e Frah sono sempre stati visti come artisti camaleontici. Fanno rap, ma anche cantautorato. Sono riusciti a creare un prodotto che ti fa provare nostalgia di anni che in parte stiamo ancora vivendo. Da Regardez moi e Faccio un casino è passato qualche anno, ma con questo album sembra di averli riascoltati. Solo che lo abbiamo fatto in un unico disco.

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