rovere: la band bolognese che scrive tutto in minuscolo!

rovere è una band bolognese formatasi nel 2016 dalle idee di Nelson Venceslai, Luca Lambertini e Lorenzo Stivani.

A soli due singoli pubblicati, “la pioggia che non sapevo” e “caccia militare”,senza usare nessuna maiuscola,  superano i 1.300.000 ascolti.

rovere, su di voi si sa che siete una band della scena indie bolognese. Poi vuoto cosmico. Ci svelate qualcosa in più sulla vostra identità?

Luca: Siamo una band nata circa 2 anni fa completamente a caso: ci siamo trovati insieme senza sapere bene cosa suonare ma con una gran voglia di lavorare ai nostri inediti. La band è composta da 3 elementi: Nelson, Stiva e Luca. Nelson (voce) è uno youtuber conosciuto sia per il suo canale di daily vlog ‘’Nels’’ che per ‘’Space Valley’’, Stiva è un Insegnante presso una scuola di infanzia mentre Luca si è appena laureato in Medicina. Dal vivo (e anche in studio) siamo accompagnati da Frank (basso, senza cui il gruppo non sarebbe esistito) e Paga (batteria)

Anche io ho studiato a Bologna e vivo qui da ormai due anni. Ho notato che molti giovani talentuosi alternano la musica allo studio. Anche nel vostro caso è stato così?

Stiva: Tutti noi abbiamo passato molti anni della nostra vita presso l’università di Bologna, suddivisi tra scienze della formazione, scienze della comunicazione e medicina. Sicuramente siamo fortunati a vivere in una città così ricca di ragazzi e quindi di idee e opportunità in ambito artistico. Prima di formare questa band siamo entrati in contatto con anche altri musicisti provenienti da altre città, venuti qui proprio per studiare. Queste esperienze di collaborazione hanno indubbiamente influito molto sulla nostra visione di musica

In questi ultimi mesi avete aperto alcuni concerti di artisti già noti al pubblico, come i Pinguini tattici nucleari e gli Eugenio in via di gioia. Qual è stato il vostro impatto con i live?

Nelson: Iniziare a fare live è stato super emozionante, non lo abbiamo nascosto, al primo che abbiamo fatto, al covo a bologna, in apertura ai pinguini, non so quante volte ho detto al pubblico che stavo tremando come una foglia, come se servisse esplicitarlo oltretutto…

Detto questo, da un punto di vista più tecnico ci ha messo di fronte a centinaia di incertezze e di paure, ma anche di sfide e di soddisfazioni, che nel loro piccolo, nel bene o nel male, danno una spinta fortissima a cercare di fare meglio.. siamo all’inizio, consci dei nostri limiti, vogliamo provare a spingere e a spingerci il più possibile.

Ce ne vuole ancora prima di scendere dal palco contenti di quello che si è fatto, dobbiamo pedalare parecchio, però sicuramente iniziare a calcare quei palchi, insieme a delle band che apprezziamo e rispettiamo, ci ha dato una carica immensa.. non pensavamo che suonare dal vivo fosse così figo

Il 6 Ottobre suonate nella città che vi ha visti nascere, Bologna. Precisamente al Covo Club. Come vi state preparando a questo evento?

Luca: Siamo impanicatissimi! Scherzi a parte è una grande soddisfazione fare una data tutta nostra nella nostra città e per questo stiamo provando duramente i pezzi (che saranno nel nuovo disco) e pensando a qualcosa di ‘’particolare’’ da fare per stupire non solo i nostri fan ma anche i nostri amici (che come al solito danno sempre i giudizi più duri)

Fino ad ora avete pubblicato solo due singoli ma avete già superato i 300.000 ascolti. Mi spiegate perché i titoli “la pioggia che non sapevo” e “caccia militare” sono rigorosamente scritti in minuscolo?

Luca: Quando abbiamo pensato di chiamarci rovere, ci faceva schifo. Abbiamo poi constatato che scrivendolo tutto minuscolo, quindi “rovere” invece che “Rovere” perdeva un po’ di “sanremità” e diventava molto più hipster e indie, acquisendo fascino a vagonate.

Da li ci è voluto poco a decidere di scrivere tutto tutto tutto in minuscolo.. è una formula efficacissima e semplicissima per sembrare fighi e alternativi al punto giusto.

(Devo ancora inventarmi un motivo filosofico da raccontare in giro, per ora dispenso ancora la verità.)

Il video di “la pioggia che non sapevo” è stato girato a Bologna. Che rapporto avete con questa città che abbiamo già nominato diverse volte nel corso dell’intervista?

Stiva: Per spiegare il nostro rapporto con la città che ci ha cresciuti ti cito Luca Carboni: “Bologna è una regola”. Siamo profondamente affezionati a questo posto perché non è mai banale, ti sorprende sempre. Per quel che riguarda la mia formazione musicale ha avuto un influenza notevole: sono cresciuto a pane e Lucio Dalla. Seppur coi suoi mille limiti e difetti non lo cambierei con nessun altro posto. Dedicarle il nostro primo video ci è venuto spontaneo.

In “caccia militare” cantate “il tempo non si ferma”.. che rapporto avete con le lancette dell’orologio che scandiscono la quotidianità?

Luca: Un rapporto conflittuale ma stimolante. La quotidianità spesso “spegne”  le persone e riduce la vita ad una agenda colma di impegni inutili, senza mai lasciarci il tempo per riflettere sulla nostra limitatezza. Non sappiamo cosa sia il tempo ma sappiamo che per colpa sua ogni 200 anni circa qualsiasi forma di vita sulla Terra viene azzerata, resettata e spesso dimenticata. Questo sicuramente fa molta paura ma aggiunge anche una grande solennità ad ogni nostra azione: avere poco tempo ci obbliga ad avere la responsabilità di spenderlo bene, a dare un peso alle cose più importanti, a fare delle scelte difficili perché non avremo tempo di fare tutto. Come si capisce dal sermone ci servirebbe più di qualche verso per spiegarci bene!

Chi di voi tre scrive i testi delle canzoni?

Nelson: Dipende. Alcuni li ha scritti Luca (la maggior parte), altri io, uno anche Lorenzo, alcuni son stati frutto della collaborazione con Riccardo Zanotti e Giorgio Patelli.
Diciamo però che non sono testi che nascono come assoluti. Vengono proposti, come vengono proposte le canzoni e vengono lavorati poi dall’intero gruppo.

Quali sono i vostri modelli di riferimento?

Nelson: Io e gli altri ragazzi non andiamo molto d’accordo in fatto di gusti musicali. Forse è questo che rende la cosa divertente (anche se ci fa litigare parecchio). Io sono un fan del pop rock e del folk rock inglese e americano, non mi è mai piaciuta la musica italiana e non l’ho mai ascoltata, fino all’inizio di questo progetto, che mi ha fatto scoprire l’indie italiano, che non comprendo ancora a pieno ma che apprezzo molto in alcune sue facce. Lorenzo conosce tutta la scena musicale italiana, è quello più sul pezzo di noi. Luca è un profondo amante delle icone, in generale, come Vasco Rossi e Bruce Springsteen. Con questo non voglio dire che la nostra musica sia un punto d’incontro tra questi generi, sarebbe presuntuoso.. dico solo che litighiamo tantissimo.

Datemi almeno 3 buoni motivi per venire ad un vostro live

Siamo molto carini esteticamente, il nostro pubblico è molto simpatico e si possono fare tanti nuovi amici, alla fine dei concerti ci prendiamo sempre un po’ di tempo per baciare e abbracciare i nostri fan. Serve aggiungere il fatto che si salta e ci si diverte?

Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro primo album in uscita prossimamente?

Luca: solitamente sono , per carattere, pessimista ma mi sento di dire che sarà un disco molto bello e sincero, non fatto per rientrare in un filone ‘’indie’’ ma solo seguendo il nostro gusto e quello delle persone che hanno collaborato con noi come il produttore Giorgio Patelli e Riccardo Zanotti (pinguini tattici nucleari). I pezzi spaziano molto sia come sound che come testi e questa sicuramente sarà una bella scommessa che speriamo di vincere!

Un saluto per i lettori di Le Rane..

Stiva: Si dice “chi trova un amico trova un tesoro”. Grazie mille amici de Le Rane per il tempo che ci avete dedicato e un saluto a tutti i vostri parenti e vicini di casa, trattateli sempre bene.

Prossimi appuntamenti:

03 Ottobre Cerebretion Fest, Padova

06 Ottobre Covo Club, Bologna

19 Ottobre Kilt @ Rock’N’Roll, Milano

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