Disco 2: l’atto d’amore dance di e per Cmqmartina [Intervista Video]

La definizione di musica pop-elettronica, è molto soggettiva. Io la vedo come un insieme di suoni, (pazzeschi), che ti avvolgono, lasciano seguire la loro scia, talmente tanto da farti raggiungere meandri di una completa libertà ed espressione di te stesso. La voce cantautorale che fluttua nel ritmo, ti indirizza come un genio della lampada e fa da sfondo a circostanze incredibili; concrete, palesandosi in tableau d’amore o psichiche, popolarmente conosciute come “cortometraggi mentali”.

Immaginiamo

Davanti alla porta del live club, la musica rimbomba attraverso le pareti e i buttafuori scandiscono le entrate di chi, di lì a poco, diventa protagonista di quella scena rubata allo scorrere del tempo. La passione nel vivere il momento e il desiderio di essere liberi e unanime con la musica e con chi la crea, trovano certezze nel dancefloor. Ecco, proprio lì, in quella crew di artisti che, da sopra il palco fa ballare di sé, prende spazio cmqmartina.

Classe 99, poco più di vent’anni, definita dai “seguaci del mestiere” come l’alter-ego di Cosmo al femminile, under donna della squadra di Hell Raton e autrice del jingle Lasciami andare adottato da Radio Deejay, jingle che ha scandito le ore nei periodi di smart working.

Disco 2

Qualche notte fa, è uscito il suo secondo disco, Disco 2 (La Clinica Dischi/prod. Sony Music Entertainment), anticipato dai singoli Se mi pieghi non mi spezzi e Pensieri sbagliati. 7 brani in beat elettronico, che presentano la sua visione dell’amore tra cui un outro emozionale.

L’amore è solo una pulsione mi dispiace, è la perversione della dottrina spirituale

Le canzoni disegnano le anime della cantante di X Factor, una ragazza determinata, con la grinta propria della sua età, che si definisce matta vera come descrive nel primo brano, che ha pensieri sbagliati e che ha paura di sprecare il tempo.

Cmqmartina – Disco 2 [Ascolta Qui]
Noi l’abbiamo incontrata virtualmente una settimana prima della sua grande data, il 4 giugno; c’ha raccontato un po’ del disco e rivelato le sue emozioni in anteprima.

Ciao Martina! Come stai? Come sono andati questi mesi post X Factor? E che X Factor!

Io sto molto bene, e tu come stai? È stato un X Factor super interessante, cioè mi ci sono divertita tantissimo ed effettivamente poi quando sono uscita, non si poteva suonare, non si poteva fare niente. Sono rimasta un po’ disorientata, però ho avuto tempo di lavorare al mio secondo disco che esce tra poco.

Eh, l’ho sentito in anteprima, tanti complimenti! Il tuo progetto è definibile pop-elettronico, basi elettroniche con voce sopra. C’è qualcosa che ti ha ispirato e come crei tutto ciò?

Questo disco è molto bello per me e si differenzia in parte dal primo. Il mio primo disco l’ho fatto con 2 o 3 persone e ci ho messo anche molto più tempo, quindi è stato tutto molto più chiuso. Disco 2 invece è diverso; cioè, segue lo stesso filone ma c’ho lavorato con tantissimi artisti. Ogni pezzo l’ho scritto con produttori diversi e comunque c’è stata l’influenza artistica di tante persone che lo ha reso probabilmente più ricco. È stato molto bello, si è creata una bella alchimia e spero si percepisca.

Assolutamente! C’è qualche artista che ti ha influenzato in particolare?

Mi ha ispirato molto, di fatto, lavorare con tutti questi produttori; penso a Ceri, a Machweo dei Bautista, penso anche a questo dj fortissimo negli anni 2000, (Ricky Sirone) che è tipo di Venezia, con cui ho fatto l’Outro del mio disco, l’ultima traccia. Cioè, questo è un personaggio meraviglioso, un grandissimo dj e mi ha aperto le menti di fatto. Mi ha stimolato molto lavorare con loro. Io vabbè forse avevo la mia mezza idea di testo, di quello che volevo raccontare, però mi sono tanto lasciata ispirare da dai loro suoni, dalle loro idee, da quello che avevano in mente, perché non fosse solo una cosa mia ma una cosa fatta insieme. Volevo sperimentare, sì!

Parliamo della tua data, il 4 giugno che sarà per te un grande giorno quest’anno per due motivi: nuovo album e ritorno sul palco al Mi Manchi. Come stai trascorrendo questa vigilia?

Una mega data, sì! Mah questa vigilia la sto passando…c’ho il culo che mi trema un po’, devo dirlo. Il 4 sarà un giorno assurdo, ti dico, è come se non stesse accadendo. Sono abbastanza, non lo so… Ma io ho un problema, non mi rendo mai conto di quello che sta succedendo… ci sono i miei manager, i miei amici che mi dicono: “Oh ma sei carica? Ti esce il disco, la data”, cioè io boh! Non mi rendo conto di quello che mi succede, quindi sono abbastanza tranquilla, ma so che di solito quando siamo agli sgoccioli inizio a agitarmi un po’. Adesso, quindi, mi limito a cercare gli outfit per i concerti di quest’estate.

Che bello! Però lasciarsi andare un po’ alle emozioni del momento è sicuro il modo per vivere tutto più intensamente. Per quanto riguarda invece il disco, Disco 2, l’amore è il tema preponderante. Amore che definisci un po’svergognato e libero. Ci sono comunque 6 pezzi che partono a bomba più uno finale, l’outro, che è una sorta di chiave razionale di tutto il disco. Era questo quindi il tuo obiettivo, l’ho interpretato bene come chiave di lettura?

Sì, allora, fondamentalmente, il mio disco parla tantissimo di me, cioè affronto tutto quello che mi succede tramite la scrittura e quindi sì, probabilmente è un disco d’amore, però nei miei confronti. Scrivendolo, cioè ogni volta che scrivo qualcosa di nuovo, scrivendo su di me, capisco qualcosa di me e aggiungo ogni volta un pezzo. Probabilmente, quindi, questo disco parla d’amore, ma parla di me ed è anche un po’ un atto d’amore forse nei miei confronti, perché scrivendo si capiscono tante cose. L’ultima traccia che è Outro x te è uno dei pezzi più belli, dei miei preferiti. L’ho scritto per il mio migliore amico e devo dire sia quello che mi emoziona di più. A parte che ho pianto mentre lo registravo e ci sono delle rec di me che piango. Sì, c’è molto coinvolgimento emotivo sicuramente in Disco 2.

E qualsiasi cosa sceglierei di fare, io sarò sempre dalla tua parte. Tu puoi posare il capo sul mio petto, io ti stringerò forte

Quando faccio interviste agli artisti domando sempre qual è stato, in relazione al disco, il momento di massima creatività, di massima ispirazione, se me lo descrivi; il momento in cui dici “ecco sta nascendo il disco”

Questa è una bella domanda. Allora c’è da dire che è successo tutto molto velocemente perché praticamente abbiamo aperto e chiuso questo disco nel giro di 3-4 mesi. C’è stata, però, una settimana in particolare in cui sono nati due pezzi, nel giro di 4 giorni. Mi sono chiusa in studio con i producer con cui ho fatto anche il mio primo disco, gente con cui ho convissuto per tanti mesi a La Spezia, quindi già un luogo dove mi sono sempre sentita a casa, un po’ la mia seconda casa perché c’è la mia etichetta discografica (La Clinica Dischi).

Quindi ci siamo chiusi in etichetta io e i miei vecchi amici, così col whiskyno e ci siamo scritti questi due pezzi che sono matta vera e soli per sempre. Mi ricordo che ero proprio contenta. Avevo una sensazione addosso tipo “wow”, cioè stiamo creando cose interessanti, cose che comunque ci fanno stare bene ed è stato molto bello, quindi questa settimana è stato l’apice della creatività del disco.

Un’altra domanda: la tua musica elettronica è un insieme di suoni che crea un sacco di sfumature, c’è una particolare connessione tra il ritmo e il messaggio che vuoi trasmettere? Che significato riponi nella ricercatezza del suono, ovvero, come leghi il tuo ritmo libero e elettronico al messaggio che vuoi conferire?

Io mi lascio tanto guidare dai producer con cui lavoro, dato che io scrivo e basta e non produco. Mi fido tanto di loro e comunque quello che faccio è lasciarmi trasportare sempre dai suoni che loro scelgono. Non vado mai con una canzone già scritta, vado sempre con un’idea perché mi piace farmi stimolare durante il lavoro e comunque quello che faccio è cercare di far scorrere i suoni e farmi venire in mente qual è la formula giusta per dire quello che mi piacerebbe dire.

Potresti essere la giusta artista italiana che magari riporta musica dal vivo sui dancefloor.  C’è qualche locale magari, sia reale che fantastico, in cui ti immagini di suonare, una volta finito tutto?

Io sono una grande fan del mondo dei club milanesi e quindi vorrei farmi un mega tour di tutti i locali milanesi, ma tutti tutti compreso anche i locali gay, i centri sociali, Macao, il Tempio del Futuro Perduto, Apollo Milano… tutto tutto. In generale sì, sono una figlia della notte di Milano.

Io avrei finito, non so mi vuoi dire qualcos’altro del disco…eh no, ecco una domanda. In un tuo brano ho trovato una frase che…aspetta che me la son segnata: “Siamo belli ma non ci vivremmo”. Una forse delle mie frasi preferite all’interno del disco. Si riferisce a qualche circostanza ipotetica?

Ahahah oddio. È nata perché praticamente parlavo con questo mio amico. Gli ho risposto a una storia e gli ho detto “Sei bello” e lui mi fa “anche te sei molto bella” e allora poi gli ho scritto “Siamo belli ma non ci vivremmo”, perché eravamo entrambi molto tristi in quel momento. E non lo so, mi è venuta mentre chiacchieravo.

Magari anche questa frase sarà un futuro jingle. Vabbè, ti dico di fare un saluto speciale a Le Rane e a tutte le persone che non vedono l’ora di tornare a ballare e a essere liberi nei dancefloor

Vero, sì, allora… Mi pettino, mi impegno… Ciao a Le Rane, vi mando un grandissimo abbraccio. Grazie di ascoltarmi e spero che la mia musica vi piaccia e che Disco 2 vi piaccia.

Ehi voi… Eddai alzate ‘sta cazzo di radio e cominciate a ballare!
Crediti foto: https://jessicademaio.com/

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