Questa non è una classifica di fine anno

Frah Quintale – Anna Signorelli x Futura1993

Se penso all’anno che sta per finire è inevitabile, per quanto mi riguarda, pensare a “Lungolinea” di Frah, che è stato il compagno di questo mio 2018. Un anno pieno di emozioni contrastanti, che ho vissuto con un sottofondo costante di amarezza, ma che mi ha anche spinta a darmi di nuovo da fare, a cercare di nuovo un mio posto nel mondo e tornare quella che ero. Proprio come canta lui, ho vissuto su mille treni diversi, qualche volta ho pianto alla stazione di Lambrate, ho amato persone nuove, a cui ho mandato una quantità imbarazzante, temo, di note vocali.

Cantando a squarciagola sulle basi di Ceri ho imparato ad usare le mie branchie, a smetterla di piangermi addosso, e che le cose belle possono finire ma il mondo no, e tocca reinventarselo ogni volta, possibilmente con un po’ di leggerezza, ché ogni tanto è necessario. Quando sento gli accordi iniziali di una delle canzoni di questo album pazzesco non posso non sorridere, e non vedo l’ora di poter sentire il prossimo pezzo con cui Frah racconterà qualche frammento della mia (e, ci scommetto, anche della vostra) vita.

foto di Francesca Zammillo x Futura19993

Cosmo – Giandomenico Piccolo

L’equilibrio perfetto tra cantautorato ed elettronica raggiunto con “Cosmotronic” ed un relativo tour che ha letteralmente scosso le fondamenta del panorama live italiano. Cosmo raggiunge l’apice di cinque anni di ricerca in un 2018 da incorniciare. Fra gli artisti dell’anno non può mancare il frontman dei Drink To Me, in attesa del concerto conclusivo previsto per febbraio 2019. Sperando non sia davvero l’Ultima Festa.

Gazzelle – Alice Donato x Futura1993

Caro 2018, è quasi sera e mi fumo un’altra sigaretta, mi sento solo come le gocce fuori dalla finestra. Ripenso a cosa hai significato per me e a cosa mi hai portato via: un amore importante che credevo capace di tutto. Ho pianto ascoltando Non sei tu, ho deciso che andava bene anche così con Nero in sottofondo e mandato a quel paese chi di dovere cantando Sayonara. Mi sono detta che non c’era niente di male se non mi andava più di uscire la sera e ho capito che, anche se in questo momento non crescono i fiori dove cammino io, nemmeno è tutto nero.

Quindi, l’artista che ha segnato il mio 2018 non può che essere Gazzelle e, infatti, per Natale ho deciso di regalarmi il biglietto per il suo Punk tour. Se il mio 2018 ha decisamente il sapore di fiore calpestato, spero che il 2019, per me, saprà solo di punk e di torta al cioccolato.

Carl Brave – Pietro Cesaro

A Gennaio passeggiavo lungo le vie di Leuven, in Belgio, perso nei meandri dei miei pensieri freddi come le strade, tra un Erasmus e una trappista. A scaldarmi il cuore erano una manciata di noccioline e il pensiero di un paio di romani che fanno nottata in un parcheggio a ore, tirando fuori Polaroid di vecchie glorie. Franchino e Carl me li immagino in maniche corte anche d’inverno, non so come mai. In Giugno, tornato in Italia, ho percepito la capacità di Carlo nel giocare con la nostra meravigliosa lingua.

Ho riscoperto il romanticismo Dantesco vedendo le nostre ragazze arrossire come il tappo di un Pinot. Ora che è Dicembre mi scende una lacrima di Gin, per la vischiosità dei ricordi legati ai suoi testi e alle sue canzoni. Sono in Portogallo a scrivere la tesi. Provo Saudade per ciò che è stato scritto e mi viene una enorme nostalgia del futuro. Mi auguro quindi un 2019 radioso e segnato dal ritorno di Franchino. Posso?

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