Corto viaggio sentimentale nella “Guerra Fredda” di CLAVDIO

Qualche settimana fa mi trovavo sul treno, nel viaggio di ritorno Bergamo-Lecco. Ero andata a trovare un caro amico dei tempi dell’università che a causa del covid e a causa della vita, non vedevo da più di due anni. Gli ho scritto un messaggio mentre prendevo posto: “Promettimi che non ci perdiamo”, poi mi sono seduta e ho fatto partire una playlist a caso. Così mi sono imbattuta in “Freccia“. Una voce calda enfatizzava ancora di più il mio stato d’animo e mi sono lasciata trasportare. Al termine dell’ascolto ho guardato sullo schermo per vedere di chi si trattasse. Così ho ascoltato “Guerra Fredda“, il secondo disco di CLAVDIO.

“Chi ce la fa ad arrivare fino in fondo con le dita ad un barattolo, senza sporcarsi almeno un po’? / Chi ce la fa ad evitare tutto il tempo una salita che sbuca fuori all’improvviso?”

Era quello che mi stavo domandando seduta su quel vagone, dopo aver rivisto una persona mossa dalle mie stesse preoccupazioni, dai miei stessi turbamenti che mi facevano al tempo stesso sentire ordinaria e meno sola.

Mentre quelle parole mi attraversavano, ho pensato a tutte le cose che mi facevano paura fino ad un anno prima, a tutti gli ostacoli che mi sembravano insormontabili e che hanno dato una svolta decisiva alla mia vita: gli esami, l’università, una casa nuova, il mio primo vero lavoro, un posto a cui appartenere e in cui appartenersi. A tutto quello che mi ha ferita, a chi ti scaglia parole addosso che ti colpiscono come frecce e mentre fuori ti sforzi di sorridere e dentro stai sanguinando.

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CLAVDIO – Guerra Fredda [Ascolta Qui]
Così ho proseguito questo viaggio nella “Guerra Fredda” ed è partita “Lentojanny” nella quale CLAVDIO pronuncia una delle frasi più importanti del disco “Vivo come sempre con le braccia aperte”. L’ho immaginato come un posto in cui tutto scorre piano, un paese abbandonato fatto di piccole speranze e giganti delusioni.

La terza traccia mi porta dall’Asfalto al rancore delle relazioni finite che si sedimenta dietro a rapporti che continuiamo ad alimentare perché “il bene e l’affetto rimangono” ma è tutta una bugia. Perché se è vero che l’amore ti cambia, quando un amore finisce, si porta dietro la persona che siamo stati, i difetti che abbiamo finto di tollerare, il male (dato e ricevuto) che abbiamo finto di dimenticare. E quindi eccoci a chiederci scusa, a fingere stima, a dirci parole di circostanza, mentre ci facciamo coriandoli che rimangono a terra da febbraio ad aprile e poi se li porta via un temporale.

Ogni giorno” è un invito a non vivere col passato in tasca. Sono io che mi faccio stagnare dal ricordo di una ferita che è diventata cicatrice e sono così preoccupata da quel tessuto cicatriziale che non ci provo nemmeno a farmi sfiorare da altre sensazioni. Perché nessuno conosce il mio dolore. Nessuno può comprenderlo.

Ma è davvero possibile vivere ogni giorno azzerando tutto ciò che siamo stati fino ad ora?

Le “Graminacee” sono un pretesto, quello che ti fa essere accondiscendente verso te stesso. Per tutte le volte che non ti sforzi di mandare quel messaggio, di fare quella telefonata e così passano quei due fantomatici anni ti ripeti, fino a convincerti, che è colpa della vita se non ci sentiamo, se mi allontano.

Wikipedia” è la prima canzone che parla d’amore senza parlare d’amore. Perché racconta di vicinanza, nonostante l’indecisione, le paranoie, il cambio stagione. Perché onestamente, chi mai ha avuto voglia di fare il cambio stagione?

Sto quasi per arrivare al capolinea, la gente si prepara per scendere. Già li vedo che cominciano ad alzarsi in piedi, ad accalcarsi, mentre mi chiedo perché vanno sempre di fretta e quando abbiamo iniziato a correre senza sapere dove andare, a passare i pomeriggi chini sul cellulare.

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“Guerra Fredda”, Clavdio in tour
CLAUDIO mi canta nelle cuffie che “Dovremmo andare in palestra” ma io proprio non ho voglia di alzare pesi, di fare lo sforzo cognitivo di pensare che potrebbe andare meglio di così.

“Ci pensi mai che ti guardano tutti e invece non ti vede nessuno?” E io invece gli sguardi me li sento addosso. Sento la mia fragilità che si fa strada mentre il treno rallenta e piano piano riemergono tutte le mie preoccupazioni, mentre esco da quello che non è più solo un viaggio di ritorno; è un viaggio emotivo fatto di parole che ti obbligano a guardarti dentro.

Ogni canzone è una finestra aperta sull’anima dell’artista, offrendo un’esperienza musicale che è sia intima che corale. Un panorama per gli indecisi, i riflessivi, gli inquieti.

CLAVDIO, con la sua voce profonda è un universo musicale unico.

Questo è un album per chiunque abbia mai lottato con sé stesso, con il mondo esterno, con le aspettative e le pressioni del mondo esterno. È un album per coloro che cercano la comprensione, l’accettazione e conservano un briciolo di speranza.

Guerra Fredda” (uscito lo scorso 16 dicembre per Bomba Dischi) è un viaggio emozionale in profondità, un’esplorazione di lotta e accettazione e un inno alla resilienza dell’essere umano. Attraverso la sua musica, CLAVDIO riesce a toccare l’anima di chi ascolta, offrendo conforto e comprensione attraverso le sue parole e melodie delicate. Un universo fatto di consapevolezza di sé e connessione umana.

Ora però, è arrivato il momento di scendere. Tornerò a casa facendomi strada tra i passanti che finiscono sempre per colpirmi, perché neanche mi vedono.

Grazie CLAVDIO. Ci si vediamo durante il prossimo viaggio o ci becchiamo alla prossima guerra.

Tour 2023

08.08.2023 GALATRO TERME (RC) @ CARLINO’S WAVE

14.08.2023 MONDOVI’ (CN) @ MOSTRA DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO

17.08.2023 FERRARA @ PUEDES FESTIVAL

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