Quando uscì The Tortured Poets Department di Taylor Swift, spopolarono i meme che scherzavano sulla quantità di parole che quel disco conteneva. Del resto, erano 31 canzoni, durava più di 2 ore, ed effettivamente la cantautrice americana aveva scritto dei testi lunghi, elaborati più del solito. Più che un disco, sembrava di ascoltare il podcast dei disamori di Taylor Swift degli ultimi anni. Anche se su altra scala, non è dissimile la sensazione che si prova con il sesto album in studio di Levante, Dell’amore il fallimento e altri passi di danza.
La cronistoria del disco è stata piuttosto inusuale
Il primo singolo uscì addirittura a febbraio dello scorso anno, come parte di una colonna sonora. Follemente, il titolo, tanto della canzone, quanto del film di riferimento. Poi sono arrivati, nell’arco di un anno e mezzo, altri cinque singoli, molto diversi tra loro. Alcuni più scanzonati, altri più riflessivi. Qualcuno molto pop, qualcuno che virava verso l’elettronica. E anche la partecipazione a Sanremo, con Sei tu. Insomma, comprendere la direzione dei suoni e della produzione del disco era molto difficile.
Due cose, però, erano certe. Che il filo conduttore, come il titolo faceva presagire, sarebbe stato il fallimento dell’amore. E che era un disco che Levante aveva voluto tenere per sé per molto tempo. Ad agosto dello scorso anno aveva pubblicato un post dichiarando di sapere tutto, del suo album nuovo. Di averlo lì pronto, ma di volerlo vivisezionare, ascoltare, giudicare ancora un bel po’, prima di metterlo al mondo.
Dell’amore il fallimento e altri passi di danza è un album lungo
Ci sono sedici tracce, e dura quasi un’ora. Da una parte, questo scagiona il rischio di viverlo come il semplice rilascio di un paio di pezzi nuovi, visto l’elevato numero di brani editi che c’è finito dentro. Dall’altra, però, non è facile mantenere la stessa qualità – come The tortured poets department ci insegna. E non è un caso che il disco più coerente e meglio riuscito come insieme della carriera dell’artista siciliana sia Opera futura, che è anche il più corto.
Potevano esserci meno pezzi, e non per ragioni discografiche, ché non mi sembra uno sforzo disumano doverne ascoltare sedici. Più che altro, perché alcuni brani appaiono avulsi dal contesto generale (è il caso di Follemente, ma anche Malìa), e perché altri sono ridondanti (la progressione tra i synth di Luna di sangue che sfociano in Sono blu, ripresi poi da Sorry boy è interessante, ma non abbastanza da giustificare la presenza di tutte e tre le tracce).
Ma alla fine, è una raccolta di fallimenti dell’amore dell’artista, e non ci resta che prendere atto della sua scelta di raccontarcela con questa dovizia di dettagli.

Le tante tracce del disco sono molto diverse: l’unità si trova nella scrittura di Levante.
Che è ormai riconoscibile, pur essendo sfaccettata. Si passa dalla citazione dei Verdena in Maimai, rilevante e non forzata, alle costruzioni metriche alla Carmen Consoli di Arcani, fino alle metafore calate nel reale di Niente da dire (“non torno a casa per cena / mi mangio i gomiti da sola” è un opening di tutto rispetto). Nella prima parte del disco, ci sono Ruggine, una canzone che starebbe bene dentro Abbi cura di te, e Sei tu, che nel contesto appare ancora più potente nella sua voluta essenzialità dell’arrangiamento.
Al centro, si scatena Sono blu, che finalmente si riesce a comprendere a pieno come intermezzo catartico, un casino bestiale per dimenticare tutti gli amori finiti male (come singolo, lasciava un po’ confusi)
Fuoco mio è facile pensare fosse la seconda scelta per Sanremo: classica, orchestrale ed esplosiva nel ritornello. Sorry boy è più scherzosa ed ironica, Castigo invece ne è il contraltare: il racconto di un amore tossico, che lascia cicatrici.
Chiude il disco Abissale che, ça va sans dire, è il miglior pezzo del disco, con l’incedere di “non devi uccidere l’amore” ripetuto all’infinito fino alla fine della canzone e l’orchestra elettronica in crescendo. È questo il messaggio ultimo, la morale di tutte queste storie e di questi passi di danza. Un brano epico e pomposo, eppure introspettivo e personale, con il talento lirico di Levante che va di pari passo con l’arrangiamento.
Levante non è certamente più l’emergente di Manuale distruzione, ma non è nemmeno l’artista indie che arriva a Sanremo, come era stata con Magmamemoria
E ancora, non è nemmeno più l’artista ormai consolidata nella scena più mainstream che a Sanremo ci ritorna una seconda volta con i nuovi racconti della maternità. E arrivati a questo punto, è complicato capire come evolversi, perché si rischia di fare disastri, di snaturarsi fino quasi a mettersi in ridicolo. Levante è consapevole della sua identità artistica e delle sue modalità di espressione, sente che le appartengono e che non c’è bisogno di stravolgerle in nome di un’evoluzione. La produzione di questo disco è stata affidata ad Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi, che le sono accanto fin da Nel caos di stanze stupefacenti, e che conoscono i suoi linguaggi.
La trasformazione e la novità, Levante è andata a cercarle nel modo in cui fare il disco. Con meno unità, più frammentato: una compilation dei fallimenti dell’amore, appunto. Chi cercherà i fil rouge e i riferimenti di una nuova era rimarrà deluso. Non per forza, quando si fa un disco nuovo, bisogna fare tabula rasa del passato e inventarsi nuovi suoni, nuovi universi e nuove moodboard. L’evoluzione ha molte facce: almeno quante ce ne sono nella copertina di Dell’amore il fallimento e altri passi di danza.

Tour di presentazione del disco
9 ottobre 2026 – Milano, Feltrinelli Piazza Piemonte 2/4 – ore 18.0010 ottobre 2026 – Torino, Hiroshima Mon Amour (Reset Festival) – ore 18.0012 ottobre 2026 – Roma, Feltrinelli Via Appia Nuova 427 – ore 18.30- 13 ottobre 2026 – Napoli, Feltrinelli Via Santa Caterina a Chiaia 23 – ore 17.00
- 17 ottobre 2026 – Bologna, Feltrinelli (Galleria Acquaderni, Piazza di Porta Ravegnana 1) – ore 18.00
- 18 ottobre 2026 – Bari, Feltrinelli Via Melo 119 – ore 17.00
- 19 ottobre 2026 – Catania, Feltrinelli Via Etnea 283 – ore 18.00
- 20 ottobre 2026 – Palermo, Feltrinelli Via Cavour 133 – ore 17.00
- 23 ottobre 2026 – Genova, Feltrinelli Via Ceccardo Roccatagliata Ceccardi 16 – ore 18.00
Levante DELL’AMORE LIVE – ONE VENUE ONLY
- Martedì 17 novembre 2026 – Milano, Santeria Toscana 31
- Domenica 22 novembre 2026 – Milano, Santeria Toscana 31
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