La settimana del Festival è lunga, lunghissima. Come ogni anno, ci sono brani che all’inizio colpiscono ma si esauriscono arrivati al sabato, e già dalla domenica gli ascolti calano a picco. Al contrario, ci sono canzoni che, serata dopo serata, crescono. “Resta con me” delle Bambole di Pezza rientra in questa seconda categoria.
Lunedì, alle prove, la reazione è stata timida. Martedì hanno avuto il pregio di rompere la monotonia di una parte di scaletta più scarica. Mercoledì sera, in sala stampa, si sono viste braccia aperte quando è partito il ritornello, cantato ormai a memoria.
Prima band tutta al femminile in gara a Sanremo, le Bambole di Pezza sono cinque artiste con background che spaziano tra punk e metal.
Al Festival di Sanremo hanno scelto di partecipare con una ballad: un brano più classico e melodico, una decisione che ha permesso loro di inserirsi nel contesto senza snaturarsi. Il pezzo è cantato con precisione impeccabile e suonato con un’attitudine decisamente rock.
Ma – promettono – il lato più esplicitamente punk emergerà nella serata delle cover, quando porteranno “Occhi di gatto” insieme a Cristina D’Avena.
Siamo andati a trovarle in un hotel della riviera per parlare di passato, presente e futuro, tra identità musicale, nuove sfide e quello che verrà dopo il Festival.
Intervista di Carmen Pupo e Filippo Colombo

Carmen: Cosa vi ha spinto a tornare quest’anno in attività e a mettervi in gioco con questo brano?
Era già dall’anno scorso che stavamo riflettendo sull’ipotesi di partecipare a Sanremo. Quest’estate, a un certo punto, abbiamo pensato che questa canzone fosse quella giusta da proporre.
Quando l’abbiamo presentata è andata bene e ne siamo felici, perché è un brano che contiene una forte componente rock. È una ballad, un tipo di pezzo che abbiamo sempre amato fin dall’inizio dei nostri dischi: abbiamo sempre alternato momenti più intensi e rock-punk ad altri più romantici.
Come tutte le grandi rock band, anche noi abbiamo la nostra ballad, e sul palco sta emergendo proprio questa nostra anima intensa e rock. Speriamo piaccia.
Carmen: Per la serata cover duetterete con Cristina D’Avena su “Occhi di Gatto”. Perché questa scelta e che tipo di arrangiamento proporrete?
L’idea è nata quasi per gioco: ci siamo chieste cosa fare e abbiamo pensato a una canzone dei cartoni animati. In realtà crediamo che sia molto punk fare una cover di un brano del genere, e che anche Cristina D’Avena sia, in qualche modo, un personaggio punk.
Abbiamo lavorato su un arrangiamento più “pestato”, più energico, anche per far emergere il nostro lato più aggressivo rispetto al brano in gara, che invece è più rilassato. Ci siamo divertite molto e ci sarà anche una sorpresa che si sentirà sul palco.

Carmen: Essere una rock band tutta al femminile può essere un elemento propulsivo per il genere?
Assolutamente sì. Continuiamo a ripetere che vogliamo essere prima di tutto una band. È vero che, per forza di cose, siamo state presentate come la prima band femminile su questo palco, ma per noi questo deve essere un punto di partenza.
Vorremmo aprire la strada a tanti altri progetti, a band formate da ragazze e ragazzi che vogliono fare musica. Ci sentiamo una rappresentanza di questo movimento e vogliamo mandare un messaggio chiaro: fare musica è bello, è sano, non dimenticatelo.
Filippo: In gara quest’anno ci sono molti nomi pop e mainstream. Quando avete visto la lista dei partecipanti, cosa avete pensato?
Ci siamo sentite un po’ “pesci fuor d’acqua”. Quando ho visto la lista, devo ammettere che alcuni nomi non li conoscevo, perché fanno un genere lontano dai miei ascolti.
Forse mi sarei aspettata di vedere un po’ più di rock o di indie, come era successo maggiormente negli anni scorsi. Però siamo qui, e va bene così.
Filippo: Dopo Sanremo che direzione prenderanno le Bambole di Pezza?
Non ci sarà nemmeno un attimo di pausa. Stiamo preparando il tour che partirà il 15 aprile e porteremo dal vivo il nuovo disco, che uscirà il 27 marzo e si intitola Five (o Cinque, è scritto in numero).
È composto da undici tracce e non vediamo l’ora di suonarle live.
Filippo: Temete che il pubblico di Sanremo, magari meno abituato al vostro sound, possa restare spiazzato ai concerti?
No, anzi. Siamo felicissime se un nuovo pubblico si aggiunge al nostro. Per noi il pubblico è una famiglia: la vera magia avviene nel contatto diretto, durante l’esibizione dal vivo, più che negli stream.
Inoltre raccontiamo molto di noi sui social: il backstage, la vita quotidiana, i nostri valori. Chi ci segue lo fa per quello che siamo, per i testi, per la musica. Non serve essere metallari per avvicinarsi al nostro mondo: basta essere curiosi.
Se anche solo una ragazza che finora non aveva ascoltato rock si avvicina a questo genere grazie a noi, allora è già una vittoria. Più persone entrano nella nostra famiglia, meglio è.
Carmen: Un pronostico, chi vince?
Ieri il podio tutto maschile ci ha fatto un po’ strano, purtroppo come l’anno scorso. È un dato oggettivo che spesso il pubblico premi soprattutto gli uomini.
Questo però ci rende ancora più determinate. Ci sono donne bravissime in gara:
Serena Brancale, Malika, Ditonellapiaga, Levante. Sono tutte una più brava dell’altra. Speriamo che almeno una donna entri nel podio. Poi vedremo cosa succederà.
No Comment! Be the first one.