Classe 2000, romano, emergente talento italiano, Leonardo De Andreis è riuscito a conquistare il pubblico con la sua voce intensa e una scrittura che unisce immediatezza e profondità emotiva. Dall’esperienza televisiva di Sanremo Young alla viralità del singolo “Soltero”, il giovane artista ha trasformato la musica in un porto sicuro e un mezzo di autoanalisi, raccontando temi universali come libertà, indipendenza, relazioni e identità personale.
“Soltero” non celebra la solitudine come vuoto, ma come scelta consapevole e spazio di libertà. È – senza rischiare di cadere nell’abuso di questa espressione – un manifesto generazionale che ha conquistato TikTok e Spotify, perché dentro le sue parole ci si può specchiare e ritrovare qualcosa che si è vissuto sulla propria pelle. Così è diventato uno dei tormentoni più autentici della stagione, tanto che qualcuno sui social ha scritto «stiamo facendo diventare famosa la persona giusta».
In questa intervista Leonardo racconta il percorso che lo ha portato alla consapevolezza artistica, la sua visione della musica come terapia e la connessione profonda con chi lo ascolta.

“Soltero” è diventato un fenomeno virale. Ti aspettavi che un brano così personale potesse raggiungere così tante persone, soprattutto tra i più giovani?
No, io non mi aspettavo assolutamente che questo brano diventasse virale e non mi aspettavo nemmeno tutto il successo che ha avuto. Ringrazio tutti gli artisti che hanno rifatto il mio brano e lo hanno riproposto sui social. Ringrazio del supporto, perché è un regalo grande che non mi aspettavo.
Il brano racconta la scelta di stare bene con sé stessi. Quanto c’è di esperienza personale in questa idea di libertà consapevole?
Sono alcune esperienze personali che ho vissuto all’interno della mia vita che mi hanno portato a sviluppare questo pensiero, e ho cercato di trasmetterlo in musica in modo più leggero e disinvolto.
La scrittura e la vocalità sono molto sincere. Come nascono le tue canzoni? Parti da emozioni, immagini o storie?
Quando scrivo canzoni, mi vengono in mente sia delle storie che elaboro e che adatto ai miei brani, o esperienze personali, e molto spesso mi viene in mente prima la musica e poi successivamente le parole.

Come descriveresti la tua evoluzione da Sanremo Young a oggi? Cosa è cambiato nel tuo approccio alla musica e alla scrittura?
La mia evoluzione da Sanremo Young a oggi è stata segnata da una maturità e una consapevolezza molto maggiori, sia musicalmente che tecnicamente. All’epoca del talent non scrivevo ancora i miei testi; oggi, invece, ho iniziato a farlo, e questo percorso mi ha permesso di vivere esperienze aggiuntive e significative. L’esperienza a Sanremo Young resterà sempre nel mio cuore: avere la possibilità di esibirsi su un palco prestigioso come quello dell’Ariston è qualcosa di impareggiabile. Quel momento ha rappresentato un valore fondamentale, un vero e proprio pilastro che mi ha permesso di crescere e di evolvermi musicalmente negli anni successivi.
TikTok e i social hanno dato una spinta enorme a “Soltero”. Come vivi la viralità dei tuoi brani e il rapporto diretto con il pubblico digitale?
La viralità dei miei brani io la vivo in modo molto tranquillo, perché sono grato per ciò che sta accadendo. Non la vivo assolutamente come una sensazione di traguardo o arrivo, non mi sento assolutamente arrivato perché altrimenti rischierei di peccare di presunzione. Non bisogna sentirsi arrivati, anzi bisogna lavorare a testa bassa, con costanza e perseveranza. Quindi la viralità dei miei brani io la vivo molto serenamente prendendone tutto ciò che viene, e sono molto grato per tutto ciò che sta accadendo.
Per quanto riguarda il rapporto con i social: io conosco i social da molto tempo, mi trovo molto a mio agio perché mi hanno sempre dato la possibilità di esprimermi, e questo per me è molto importante. Quindi il rapporto con i social e il pubblico digitale è molto buono.

Il successo del singolo ha influito sulle tue scelte future, sul modo in cui pensi ai prossimi brani o album?
Il successo, ma non lo chiamerei così, ma anzi “risultato” del singolo che ho pubblicato non ha influito e non influirà sulle mie scelte future poiché il genere di “Soltero” è molto simile ad altre produzioni che ho fatto già precedentemente. Chiaramente il mio sogno musicale sarebbe di continuare a far veicolare questo genere musicale molto soul e molto vintage che richiama anche la cultura dell’R&B. Quindi non ha influito e non influirà sulle scelte musicali che farò in futuro.
La tua musica ha anche un ruolo terapeutico per te. Quanto conta raccontare le proprie fragilità e vulnerabilità?
Raccontare le proprie fragilità e le proprie vulnerabilità emotive può assolutamente aiutare a livello musicale perché aiuta ad essere più sinceri artisticamente. Chiaramente è molto importante essere sinceri quando si trasmette un messaggio musicale o testuale attraverso una canzone.
Come ti rapporti alle influenze musicali italiane e internazionali nel costruire il tuo sound?
Io ascolto sia molta musica italiana che molta musica internazionale. Ho reference italiane, che possono essere, ad esempio, Giorgia, Elodie o altri artisti italiani, come ad esempio Serena Brancale, che si rifanno alla cultura R&B o soul.
Per quanto riguarda il panorama internazionale, ho i miei idoli, primo fra tutti Michael Jackson, poi c’è Aretha Franklin, Whitney Houston, fino ad arrivare a realtà più attuali come possono essere The Weekend o Bruno Mars, che comunque hanno sempre quella sonorità e quella scuola di pensiero in termini di produzione musicale.
In che modo i concetti di libertà, amore e indipendenza ritornano nei tuoi testi e nel tuo percorso artistico?
Nel mio percorso artistico e di produzione, i testi sono sempre molto introspettivi, e temi come la libertà e l’amore – anche un amore riflessivo, rivolto a sé stessi, come nel mio brano Soltero – tornano spesso. Sono concetti a cui tengo particolarmente. Per me, la libertà è un valore fondamentale, sia in senso collettivo sia individuale, e l’indipendenza ne è un naturale corollario. L’amore non va inteso solo in termini di relazioni romantiche: riguarda anche l’affetto e la cura verso gli altri, il prendersi cura di chi ti sta a cuore, e rappresenta un’altra dimensione di responsabilità e connessione umana che ritengo imprescindibile.
Progetti live e tour: cosa significa portare la tua musica dal digitale al palco, a contatto diretto con il pubblico?
Ci sono progetti futuri musicali, non spoilero ancora niente, però ci saranno nuove produzioni musicali e nuove canzoni. Spero di poter cantare dal vivo, perché il contatto con il pubblico è molto importante. Un contatto diretto stabilisce un legame ancora più forte che rende il tutto ancora più vero, perché chiaramente il pubblico è la linfa vitale che permette di andare avanti. È solo grazie al pubblico se sto riuscendo piano piano a realizzare il mio sogno.
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