Il 24 ottobre 2025 è uscito Tempo, il nuovo album di Laila Al Habash, prodotto da Undamento. Il disco – il secondo dell’artista italo-palestinese dopo Mystic Motel (2021) – è una dichiarazione d’intenti sulla riappropriazione del proprio tempo. In una società della performance in cui tutti corrono e correre è lo status symbol di chi ce l’ha fatta, fermarsi, andare piano e riappropriarsi del proprio tempo diventa una necessità, oltre che una dimostrazione di autenticità.
La “vita lenta” come paradigma di riappropriazione di se e di selfcare emerge fortemente in Ritento, il brano prodotto da Golden Years e che apre l’album.
Rallento un po’, di questi anni un ricordo ce l’ho, tutto è scorso veloce ho troppe foto, non mi accorgo, non so se sono ancora felice o se sono ancora giovane o no, vorrei tornare indietro per godermi il tempo che ho perso, ritenuto.
Inoltre, la seconda strofa della canzone si apre con una citazione di un brano cantato da Bruno Lauzi “Amore caro, Amore bello”: “Sincera come l’acqua di un fiume di sera”. D’altronde è risaputo che Laila Al Habash sia una grande estimatrice della musica italiana del secolo scorso: tra i suoi miti figurano Mina e Raffaella Carrà.
La tendenza a non vivere il presente, tipica della società del nostro tempo, emerge nel ritornello di Che lavoro fai: “Parlano tutti al futuro e nessuno è mai qui”.
Tempo mette in luce le diverse qualità dell’artista
In Fumantina sembra quasi che la cantante rappi; d’altronde ne avevamo già avuta dimostrazione nel suo meritevole Type Beat di essemegazine. Il ritornello di Fumantina richiama quasi Io sto bene dei CCCP.
In Sahbi, un brano che in maniera giocosa racconta di quando in serata con le amiche si avvicina qualcuno per attaccare bottone, Laila Al Habash canta in italiano, inglese e arabo; il ritornello in inglese richiama I feel love di Donna Summer; per essere liberata dagli scocciatori la protagonista dice in arabo “La atakalam ʾiṭāly”, cioè che non parla italiano. Il brano, prodotto da Golden Years, è il più movimentato del disco e proietta in un’atmosfera da clubbing.
Il disco si chiude con Tuareg, un brano malinconico che tratta di un amore finito alla fine dell’estate e che si chiude col rumore delle onde del mare; il brano è prodotto da Niccolò Contessa.
Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’artista che da marzo 2026 tornerà in tour.

Laila, l’ultima volta che ti abbiamo intervistata è stato nel 2021 in occasione dell’uscita del tuo primo album, Mystic Motel. Cos’è cambiato da allora? Com’è cambiata la tua musica e come sei cambiata tu?
Dal 2021 sono cambiate molte cose, adesso quando scrivo ho meno rabbia, sento di mettere a fuoco meglio le sensazioni che voglio esprimere rispetto al passato. Col tempo ho imparato ad avere meno paura anche di provare, sperimentare, sbagliare con i testi e con la voce.
Nel tuo album non ci sono feat., una scelta non molto comune se guardiamo alla maggior parte delle produzioni dei tuoi colleghi. Cosa ti ha portata a questa scelta?
Io collaboro sempre volentieri quando c’è un’intesa, una bella idea, l’ho fatto molte volte e ogni volta che mi sono buttata sono sempre stata contenta del risultato. Il fatto che su Tempo non ci siano featuring non è una scelta di chiusura, semplicemente secondo me nelle canzoni che avevo, non serviva. Io lavoro sempre “a servizio” della canzone mano a mano che prende vita, e per questo album avevo bisogno di scrivere ed immergermi nel viaggio esattamente così.
In Ritento canti “vorrei tornare indietro per godermi il tempo che ho perso… ritento”, in UFO immagini un viaggio temporale e in C’è tempo inviti a respirare e vivere il presente
Qual è il tuo tempo? Ti senti più proiettata verso il futuro, il passato oppure senti di vivere appieno il presente?
Cerco di vivere il presente, ovviamente. Anche se mi interessano troppo tutti e tre per scegliere così drasticamente di rinunciare a vivere un po’ anche nel passato o nel futuro. Alla fine mi sento distratta, sempre sovrappensiero a girarmi in testa qualche cosa che mi ricordo o che immagino. Un disastro.
Questo fine settimana dal Locomotiv di Bologna parte il suo club tour: «Non potevo chiedere di meglio che tornare dal vivo suonando “Tempo”, è una cosa che immagino e sogno da anni e sarà potentissimo condividerlo dal vivo con tutti»
Laila Al Habash porta in tour “Tempo”
7 marzo – BOLOGNA – Locomotiv club
12 marzo – TORINO – Hiroshima Mon Amour
13 marzo – MILANO – Santeria Toscana 31
20 marzo – CONVERSANO (BA) – Casa delle arti
26 marzo – RONCADE (TV) – New Age Club
28 marzo – ROMA – Largo
26 aprile – CANCELLO ED ARNONE (CE) – Spring Break
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